AHED, LA GIOVANE PALESTINESE RISCHIA IL CARCERE DOPO AVER  SCHIAFFEGGIATO UN ISRAELIANO

DI MANUELA PALERMI

Il tribunale militare giudicherà Ahed Tamimi tra due giorni, mercoledì 31 gennaio. Quella ragazzina di 16 anni potrebbe essere condannata a quattordici anni di carcere.
C’è una domanda che mi pongo spesso e pongo a voi. Perché una ragazzina di 16 anni viene considerata così pericolosa? Perché ha schiaffeggiato e preso a calci i soldati israeliani? Perché i video in cui li insulta hanno fatto il giro del mondo? Perché incita il suo popolo, il popolo palestinese, contro l’occupazione israeliana? Perché il 19 dicembre s’è messa alla testa di una manifestazione contro la decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele?
Sbaglierò, ma c’è qualcosa di più profondo.
Ahed Tamimi è una leader, una che sa spiegare bene, senza alcun timore, la causa palestinese. E’ una straordinaria ragazzina, troppo intelligente (e questo è imperdonabile) per la sua età, che scuote certezze e stereotipi. Non c’è volta infatti in cui lei, con ostinazione, non chieda giustizia, mai vendetta.
Il 26 settembre è stata al Parlamento europeo. E’ intervenuta e neppure un pizzico di odio nelle sue parole: “La situazione in Palestina è inimmaginabile. Stiamo pagando un prezzo altissimo. L’olocausto del popolo ebraico si riflette oggi, aumentando quella tragedia, contro di noi”. E ancora: “Noi non lottiamo contro gli ebrei, lottiamo contro il sionismo. E il sionismo è contro gli ebrei che sono solidali con la causa palestinese”.
L’ultima volta che è comparsa davanti al giudice, Ahed era ammanettata. Ha detto poche parole, con calma e freddezza: “Israele è in territorio palestinese. Loro lo sanno, stanno occupando un territorio che non è loro”.
E’ questo che fa paura? La sua lucida intelligenza, l’incredibile freddezza con cui questa ragazzina parla alla sua gente e, insieme, al popolo ebraico? L’ho pensato e lo penso. E anche più mi sono convinta leggendo un articolo non firmato di un giornale spagnolo on line. C’era scritto miserevolmente così: “E’ solo una piccola anticonformista che fa casino provocando i soldati israeliani”.