LIBERI E UGUALI. UN INVITO A RITROVARE LO SPIRITO PERDUTO

DI FABIO BALDASSARRI

Questa foto fu scattata a Piombino durante una manifestazione comprensoriale che ebbe luogo il 28 maggio 1993 dopo la strage mafiosa dei Georgofili a Firenze. Ricordo che non era un periodo bello. Elenco gli avvenimenti principali: il crollo del muro di Berlino e la svolta della Bolognina che stava ancora agitando il partito con cui ero diventato sindaco, la privatizzazione delle acciaierie da parte delle PP.SS. iniziata nel 1992 con la vendita a Lucchini di un pacchetto d’azioni da cui derivarono ben presto lotte e divisioni laceranti persino tra lavoratori e sindacati, Tangentopoli che esplose nello stesso anno tra i socialisti di Milano e a breve travolse tutti i partiti di governo della prima repubblica compresa la reverendissima Democrazia Cristiana. Alla fine del mio mandato, insomma, era prevedibile che nessun partito, neppure chi sarebbe uscito pulito da Tangentopoli, avrebbe avuto la stessa denominazione e la stessa forza.

Eppure in circostanze eccezionali come quella del 28 maggio 1993, la città di Piombino e l’intera comunità della Valdicornia ebbero la capacità e la responsabilità di dare vita a una grande e unitaria manifestazione. Nella foto non si può vedere tutta la manifestazione (è il montaggio di tre immagini consecutive) ma oltre a piazza Giuseppe Verdi e corso Italia, quei cittadini ricorderanno ancora quanta gente ci fosse dietro il palco, in via Giordano Bruno, via Galileo Galilei e via Leonardo da Vinci. Personalmente sento ancora vivo il senso di commozione e l’emozione che mi prese avvertendo, nei presenti, il dolore per le vittime della strage dei Gergofili e un’esigenza di legalità e difesa dell’ordinamento che esprimevano con fiducia davanti ai gonfaloni comunali. Bisogna avere rispetto (qualsiasi cosa succeda) per le istituzioni e i cittadini… e difendere la nostra bella Costituzione che presiede all’ordinamento repubblicano se vogliamo che vi sia una vera, sentita e larga partecipazione popolare come quella che vediamo nella foto.

C’è qualcosa, bisogna ammetterlo, che invece si è persa per strada e che noi, di sinistra, dovremmo recuperare. Per farlo credo che in primo luogo dobbiamo riconoscere le nostre responsabilità. È necessario, voglio dire, che anche le elezioni del 4 marzo siano d’aiuto al recupero dello spirito civico perso laddove qualcosa si è perso. “Liberi e Uguali”, per esempio, non pretende esclusive, ma non vuole neppure essere considerato uno slogan creato ad arte per accaparrarsi seggi. “Liberi e Uguali” vuole fare politica a tutto tondo, incarnando lo spirito originario dell’articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Ricordiamocelo quando andremo a votare.