FACCIO LA “CAVIA” MA SOLO PER FAVORIRE LA RICERCA

DI RENATA BUONAIUTO

Giulio di professione fa il personale trainer in una palestra, il cameriere in un ristorante e, nel tempo libero la “cavia”. Si avete capito bene la cavia, Giulio Zampini un giovane assolutamente e rigorosamente sano, di 33 anni, nato a Verona da circa10 anni ha deciso di prender parte alla sperimentazione farmacologica.
Tutto nasce, da una visita al Centro Ricerche Cliniche, al Policlinico di Borgo Roma, lui frequenta un corso di Scienze Motorie e la visita rientra nel piano di studio.
S’incuriosisce subito, e decide di iscriversi come volontario. Supera i test d’idoneità e viene inserito nell’elenco dei “volontari sani”, per lui dunque non sono previste sperimentazioni sull’efficacia dei farmaci ma solo test di farmocinetica, per la valutazione degli effetti sull’ assorbimento, la distribuzione, il metabolismo e la successiva escrezione del farmaco.
Parte la prima sperimentazione, massimo consentite due all’anno. L’iter è relativamente articolato.
Prima arriva un’informativa sul test cui verrà sottoposto con tutte le indicazioni da seguire: data d’ingresso e di uscita, specifica del farmaco da testare, potenziali effetti collaterali, modulo per l’approvazione da parte del medico di base. Oltre alle indicazioni sui rimborsi , l’assicurazione e il rispetto di alcune indicazioni alimentari ben precise.
In qualunque momento inoltre è possibile interrompere lo studio.
Giulio, firma tutto e nel lontano 2009 è pronto.
Questo il racconto della procedura: “Entri la sera prima, intorno alle nove, fai analisi del sangue, urine e alcol test. La mattina dopo ti svegli alle 7, elettrocardiogramma, prelievo del sangue e assunzione del farmaco. Da lì devi stare a letto e fare prelievi a scalare, ogni cinque minuti, ogni dieci, ogni mezzora, ogni ora, fino a dopo pranzo, quando i prelievi cadono ogni tre ore e ti puoi muovere liberamente dentro la struttura. Nella seconda e terza giornata, invece, prelievi ogni sei ore, c’è più libertà di movimento, ma anche l’esigenza di rispettare sempre il regime alimentare per i pasti: zero spuntini, altrimenti la ricerca è falsata”.
Ad oggi 4, le sperimentazioni cui si è sottoposto, solo una volta qualche piccolo disturbo. Erano tre farmaci miorilassanti già in commercio: in quel caso le prove erano di reattività al computer e ai giochi numerici, la sonnolenza fu un effetto sicuramente evidente ma, nulla di particolarmente fastidioso.
Ma quali motivazioni possono spingere, un giovane a diventare “cavia”. La curiosità? il desiderio di essere d’aiuto nella ricerca? L’idea che grazie al proprio “sacrificio”, quel farmaco possa essere “migliorato”, “ottimizzato”, che si possano ridurre i ben noti “effetti collaterali”, spesso più invalidanti della patologia stessa, basterebbero a giustificare e “nobilitare”, questo sforzo ma, sicuramente anche il fattore economico ha, nella decisione di Giulio, avuto il suo peso.
Il guadagno è calcolato in base al tempo che il soggetto trascorre per la realizzazione dello studio. La media calcolata è di 10 euro all’ora e dal momento che ogni test impegna mediamente 3/4 giorni il risultato non è per nulla insignificante, la cifra si aggira infatti intorno ai 720 euro. Ricandidarsi però può essere fatto solo dopo 6 mesi, quindi non lo si può considerare un vero e proprio lavoro ma, sicuramente un extra di tutto riguardo.
Insomma alla luce dei minimi rischi, della libertà di rifiutare l’impegno, e valutando anche l’aiuto che si offre, a quanti di quei farmaci hanno veramente bisogno, Giulio non ha avuto dubbi, il suo lavoro da “cavia” proseguirà ancora per molto tempo e, grazie al suo racconto forse anche noi smetteremo d’immaginare queste sperimentazioni come l’inquietante storia di “The Experiment”.
Ma sullo scandalo dei test presumibilmente effettuati da Vw, Daimler e Bmw, su esseri umani, per la valutazione degli effetti causati dall’inalazione dei gas di scarico, Giulio non ha dubbi: “In quel caso non so se si possa parlare di ricerca scientifica e di certo io non mi presterei mai a sperimentazioni simili”.