LICENZIATA LA MAESTRA CHE LITIGAVA CON LE CONSONANTI

DI CHIARA FARIGU

Non sappiamo nulla di lei, né come si chiama, né quanti anni abbia né dove sia nata. Di lei si conoscono solamente gli strafalcioni grammaticali che sommati ad una non indifferente inadeguatezza hanno portato il giudice del lavoro di Venezia a decretarne il licenziamento per “incapacità”. Questa, in sintesi, è la storia di una maestra che ha sempre litigato con le consonanti. Che ha fatto a botte con le doppie, aggiungendole dove non servivano e togliendole dove invece erano indispensabili. La bestia nera il rafforzativo del suono CQ presente in alcune parole: aCQua, sciaCQuone, e la C scambiata spesso e volentieri con la Q come in sQuola, sono solo alcuni esempi del suo personalissimo dizionario.

Come abbia fatto ad arrivare al diploma e a superare un concorso per ottenere una cattedra è un mistero. Ed anche un’altra storia.

Quel che sappiamo è che la nostra maestra insegnava a leggere e a far di conto nonché a scrivere parole geneticamente modificate ai suoi alunni delle elementari in un istituto scolastico di Santa Maria di Sala (VE). Suscitando le ire dei genitori che, per protesta, decidono di non mandare più i figli a scuola. Al dirigente scolastico, dinanzi all’evidenza dei fatti, non rimane che rimuoverla dall’incarico per “incapacità didattica”, a cui segue il licenziamento da parte del Miur.

La maestra però non ci sta a quel licenziamento, chiede di essere adibita ad altre mansioni e per ottenerle si rivolge al Giudice del Lavoro. Il Tribunale però rigetta la richiesta e conferma il licenziamento.
Chissà se tra le motivazioni della sentenza i giudici hanno previsto anche la formula “Scrivere 100 volte la parola SCUOLA”

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