E SE PER FARE I PANETTIERI ANDASSIMO AD OSLO?

DI RENATA BUONAIUTO

Chissà se Paola di Antonio Maria Campeggi, quando nel 1560 fece costruire, dall’architetto più in voga del ‘500, Bartolomeo Triachini, “Palazzo Malvezzi” , avrebbe mai immaginato che quella magnifica scalinata, quelle sale, quegli affreschi, un giorno sarebbero stati attraversati da un imprecisato numero di persone, totalmente disinteressate a tanto splendore.
Il palazzo costruito in memoria del marito Giovanni di Bartolomeo è infatti stato scelto da un gruppo di albergatori norvegesi per la selezione di personale italiano, e la risposta è stata veramente sorprendente. Oltre 250 le candidature partite da tutta la penisola, per i posti di aspiranti pizzaioli, panettieri, cuochi, pasticcieri.
Tutto prende via da un progetto “Destination Norway”, organizzato da Rete Eures di Emilia-Romagna e Veneto, il portale europeo che si occupa di semplificare la circolazione dei lavoratori nello “Spazio economico europeo” e nella selezione dei migliori profili made in Italy.
Una ricerca che ha visto la partecipazione di tutta la penisola, e di tutte le fasce d’età.
Unico requisito richiesto, una discreta padronanza della lingua inglese, esperienze nel settore ed un titolo di studio inerente alle figure selezionate.
La risposta è stata immediata, l’entusiasmo contagioso.
C’erano giovani in cerca di un futuro, c’erano donne da troppo tempo tenute ai margini del “lavoro”, c’erano disoccupati in età quasi da pensione ma con ancora tanta voglia e necessità di “fare”.
Come Federica, 46enne ed una vita tutta di contratti a progetto negli Uffici del Turismo di Ferrara e che non avrebbe difficoltà ad emigrare ad Oslo, come receptionist, “Per la prima volta mi hanno richiamata dopo che avevo mandato un curriculum: in Italia, alla mia età, non ti rispondono nemmeno più”. 
E poi c’è Paolo, di Bra, per sessant’anni chef apprezzato e conosciuto in mezzo mondo e che adesso si ritrova in fondo a tutte le liste di collocamento, un semplice numero senza più “stelle”.
Andrebbe volentieri in pensione ma, per quella c’è ancora tempo.
Ed ancora, Niccolo’ ed Edoardo, due giovani panettieri di Cento. Per loro le porte si sono subito spalancate.
In Norvegia la scuola di “fornaio” dura ben quattro anni. La loro figura professionale è quasi introvabile.
È il nostro savoir-faire che cercano, non la nostra disillusione”, sono le parole di Andrea, un uomo di 44 anni che si candida come aiuto cuoco, anche se sogna di fare il restauratore.
Vengon via tutti pieni di entusiasmo e di speranza. Vitto ed alloggio pagati, gli stipendi, più del doppio di quelli italiani, oscillano fra i 17 ed i 20 euro all’ora.
Per gli albergatori norvegesi un grande investimento.
Le risposte al progetto sono state oltre 260, una prima selezione l’ha ridotta ad 80, molti sono già pronti con valigia al seguito ed un mare di sogni.
Tutti quelli che l’Italia ha dimenticato di offrirgli.