COME SI VOTA IL 4 MARZO

DI MARINA POMANTE

Anche se i più spiritosi risponderanno: “con la matita!” in effetti l’argomento non è poi così ovvio, poiché questa volta andremo in cabina elettorale con il nuovo sistema Rosatellum, amata e odiata ennesima riforma che obbliga gli elettori a conoscere almeno i termini per l’espressione del voto.
Andiamo allora a vedere quello che c’è da sapere della scheda e cosa prevede il Rosatellum bis, che ha sostituito il Porcellum, la Legge Calderoli.

La cosa che non è cambiata è l’età dell’elettorato, infatti ricordiamo che hanno diritto di voto per la Camera dei deputati i cittadini che hanno compiuto 18 anni. Per il Senato invece avranno diritto al voto tutti coloro che hanno compiuto 25 anni.
I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23 del 4 marzo 2018 quindi ci sarà una sola giornata per votare.
Una novità è presente nella scheda, è dotata di un’appendice cartacea munita di un tagliando antifrode che riporta un codice progressivo alfanumerico generato in serie. L’elettore dopo aver votato riconsegna la scheda ripiegata al presidente del seggio, avverrà quindi l’operazione di distacco dell’appendice con il tagliando e i componenti del seggio controlleranno se il numero del tagliando corrisponde allo stesso di quello annotato prima della consegna della scheda all’elettore. Una volta operato il controllo il presidente del seggio inserisce la scheda nell’urna.

E’ un sistema elettorale misto.
Per la Camera vengono assegnati 231 seggi con il sistema maggioritario in altrettanti collegi uninominali.
Altri 386 seggi invece, saranno asssegnati col sistema proporzionale.

Nei collegi uninominali, con il maggioritario, vince il candidato che ottiene anche un solo voto più degli altri.
Mentre nel proporzionale, i seggi vengono assegnati proporzionalmente in base ai voti ottenuti.

Vanno poi aggiunti i 12 seggi degli italiani all’estero, eletti con il proporzionale, e quello uninominale della Valle d’Aosta, che essendo uno solo viene matematicamente assegnato con il sistema uninominale.

Identico sistema anche per il Senato, vengono assegnati 102 seggi in altrettanti collegi uninominali, e i rimanenti 207 col sistema proporzionale.
Anche per il Senato i sei eletti (senatori) in rappresentanza degli italiani all’estero verranno eletti con il sistema proporzionale.

Sia per la Camera che per il Senato quindi, il 36% dei membri sarà eletto con il sistema maggioritario in collegi uninominali, mentre il rimanente 64% con il proporzionale.

Per aver diritto all’assegnazione dei seggi proporzionali, ogni lista deve superare la cosiddetta quota di sbarramento che è fissata al 3% dei voti a livello nazionale (regionale per il Senato, come stabilito per la costituzione) se invece i partiti fanno parte di una coalizione, questa deve raggiungere almeno il 10% è questa infatti la soglia di sbarramento indicata per le coalizioni.

I seggi col maggioritario, vengono assegnati in collegi uninominali cioè in collegi in cui viene eletto un solo candidato tra quelli in lista.
L’intero territorio è suddiviso in tanti collegi quanti sono i seggi dell’assemblea da eleggere. In ciascun collegio le liste elettorali presentano ciascuna un solo candidato e viene eletto quello che ha più voti.
Per i seggi del proporzionale, essi vengono assegnati in collegi plurinominali, con listini bloccati di cui fanno parte al massimo quattro candidati.

Il territorio italiano è diviso in 231 collegi uninominali alla Camera (tranne Aosta, che ha in ogni caso un proprio collegio) e 109 al Senato.

E’ prevista la possibilità che alcune liste si alleino in coalizioni che sostengono lo stesso candidato nei collegi uninominali.

I collegi plurinominali sono tra i 70 e i 77 per la Camera e circa la metà per il Senato.
Ogni candidato potrà presentarsi in un singolo collegio uninominale e, parallelamente, in un massimo di tre collegi plurinominali.

CI SONO DUE SCHEDE, una per la camera ed una per il Senato.
Gli elettori di LAZIO e LOMBARDIA riceveranno anche la scheda elettorale per le ELEZIONI REGIONALI.

Si potrà esprimere il proprio voto per la parte proporzionale e per la parte maggioritaria, così come previsto dall’attuale legge elettorale, all’interno della stessa scheda.
ENTRAMBE LE SCHEDE avranno una parte dedicata al voto maggioritario (un rettangolo con un singolo nome in alto) e una parte dedicata al voto proporzionale (un rettangolo con i listini proporzionali in basso), dove ci saranno le liste collegate al singolo candidato che si trova in cima.
Attenzione perchè non è previsto il VOTO DISGIUNTO, ovvero un voto per una lista diversa da quella del candidato che si è scelto all’uninominale.

Se si vuole votare per una coalizione ma non si vorrebbe votare il candidato presentato da quella coalizione in un determinato collegio non si può fare altro che votare un’altra coalizione dal momento che NON E’ POSSIBILE votare per un candidato diverso.
Allo stesso modo, se si vuole votare un candidato, ma non il partito che lo appoggia, bisogna votare per il candidato nello spazio della scheda riservato alla parte uninominale, e votare per un altro partito, purché sia appartenente alla STESSA COALIZIONE.

Per i quattro candidati del listino del proporzionale, non SI PUO’ esprimere una preferenza sui singoli, il voto va alla lista. La RIPARTIZIONE dei voti avverrà con metodo proporzionale.

LO SCRUTINIO DELLE SCHEDE
Gli scrutinatori inizieranno lo spoglio alla chiusura dei seggi, subito dopo le 23 e fino a fine scrutinio non ci saranno interruzioni. E’ previsto che le operazioni termineranno entro le 14 del giorno successivo.
Saranno scrutinate prima le schede del Senato, poi quelle della Camera e dalle 14 del giorno dopo, nelle regioni dove è previsto, inizierà lo scrutinio per le elezioni regionali.

Insomma apparentemente un intreccio di proporzionale, maggioritario, listini bloccati, uninominali e poi, voti dall’estero, coalizioni, sbarramento, ecc… Viene da rimpiangere una bella sola crocetta, sullo stile analfabetismo galoppante, ma scherzi a parte, il sistema compreso passo, passo, è molto meno ostico di quello che possa sembrare, come tutte le cose, se non si comprende in prima battuta, basta rileggerne con calma le parti, fino a che i nostri dubbi non saranno risolti.
L’osservazione naturale però, che gia da molti commenti da social network si evince facilmente, è che noi Italiani siamo maestri nel complicarci le cose che nascono naturalmente semplici.