CERNO PROMETTE IN TV: NON TORNERÒ A FARE IL GIORNALISTA

DI MICHELE ANSELMI

Tommaso Cerno non mi sta simpatico e non lo voterei. Ma ha detto una cosa sensata sere fa su La7, ospite di Lilli Gruber, nello spiegare l’addio alla condirezione di “la Repubblica” e la scelta di candidarsi al Senato per il Pd. Secondo Cerno, e credo che abbia ragione, il giornalismo non è un mestiere nel quale si può rientrare tranquillamente, come se nulla fosse, dopo aver fatto un’esperienza politica in Parlamento. Lui ha attraversato il fosso e giustamente sa che non sarebbe più credibile se, una volta esaurito l’impegno da senatore, pensasse di tornare a fare “quello che fischia” riattraversando il fosso. Spero, anzi mi auguro, che anche gli altri giornalisti che hanno accettato di candidarsi stavolta (Cangini, Giarrusso, Paragone, Mulè, eccetera) la pensino suppergiù come Cerno. In passato non è andata sempre così, lo so, valenti colleghi hanno fatto i parlamentari e poi sono tornati a scrivere sui giornali o a fare televisione. Ciascuno si regola come vuole, però credo che l’affermazione di Cerno abbia senso. Se poi manterrà la promessa data è un altro discorso.

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