DIARI SEGRETI DI ARAFAT: CRAXI, ANDREOTTI E I FONDI NERI DI BERLUSCONI

DI MARINA POMANTE

E’ de L’Espresso la scoperta dei diari segreti di Arafat, il leader dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina. 19 volumi scritti in arabo da Arafat dal 1985 al 2004, fino ad un mese prima della sua morte in un ospedale nei pressi di Parigi.
Nei volumi sono descritti fatti fin’ora segreti su intese politiche, azioni di guerra e affari.

L’INCONTRO SEGRETO CON BERLUSCONI
Nel 1998 in una capitale europea, Arafat si accordò con Berlusconi per fornire una falsa versione ai giudici che lo accusavano di aver finanziato illecitamente il PSI di Craxi, Arafat avrebbe sostenuto che i 10 miliardi al centro del processo, Berlusconi, li avrebbe versati per sostenere la causa dell’OLP. Arafat per questo ricevette un bonifico.

Nei diari è anche riportata la vicenda dell’Achille Lauro dirottata da 4 terroristi palestinesi, ai tempi del Governo Craxi e agli Esteri c’era Andreotti. Nel diario è rivelata la trattativa con l’Italia.

Racconta Arafat che il terrorista Abu Abbas riuscì a scappare in Bulgaria per poi trovare rifugio in Tunisia, per opera di Andreotti e non di Craxi, come si era sempre creduto.
Andeotti , secondo i diari di Arafat, sarebbe stato spesso un mediatore nascosto tra l’Olp e gli americani.

Nei suoi racconti il leader dell’OLP non dice mai di aver commissionato attentati, ma quando gli venivano proposti rispondeva: “fate voi” e poi quando scoppiavano le bombe annunciate, sorrideva e diceva: “bene, bene“.
L’Italia dopo il 1985 non venne mai coinvolta da nessun attentato… I diari confermano gli accordi segreti tra Olp e governo di Roma perché l’Italia fosse preservata. Arafat scrive: “L’Italia è la sponda palestinese del Mediterraneo“.

Nei volumi si rivela che Arafat fosse contrario alla prima guerra del Golfo 1990 – 1991 scatenata da Saddam Hussein, ma si dovette schierare con lui per volere del popolo, anche se tentò con diverse telefonate di farlo desistere da questa che definiva “pazzia”.

Racconta anche dei negoziati di pace segreti col premier israeliano Yitzhak Rabin e scrive di Shimon Perez: “una bravissima persona: un bel soprammobile”.

Molto spazio è dedicato al racconto dei suoi rapporti stretti col dittatore cubano, Fidel Castro.

L’Espresso ha fornito degli stralci dei 19 volumi a due fiduciari lussemburghesi che li hanno ceduti (dopo lunga negoziazione) ad una fondazione francese, con la clausola che il loro contenuto possa solo essere usato per “documentazione e studio” e non per film o libri.

Ulteriore prova delle connessioni nascoste di Berlusconi e degli interessi segreti. La politica di facciata è chiaro che sia altra cosa rispetto alla politica segreta, quella degli incontri informali e distante dalle Ragioni di Stato.
Su Andreotti si è detto tutto ed il contrario di tutto, ma da quanto evidenziato da questi diari è ancora più evidente il potere che quest’uomo godesse in ambito internazionale.
Arafat per sua stessa “penna”, non esce di certo bene dai racconti qui descritti molto sommariamente e in ogni caso, l’ondata di fango che emergerà dai diari segreti, contribuirà a confermare i dubbi ed i sospetti che alcuni certamente già avevano.