MACERATA. CHI CHIEDE UN PO’ DI FASCISMO E’ COMPLICE

DI MARCO GIACOSA

Chi oserebbe dire o scrivere – al bar, in una chat o su Facebook – di “aver fatto un pensierino” sulla figlia novenne dell’amico?
Direi nessuno.
Perché invece molti osano dire o scrivere che un aspirante assassino “ha fatto bene”, “è un eroe”?
Perché la pedofilia non è accettata socialmente (assoluto isolamento sociale per il pedofilo), mentre l’idea di uccidere persone che chiamiamo migranti, o l’auspicio che essi muoiano in mare, sì? La crisi economica è motivo per giustificare l’omicidio? La fioraia o l’edicolante, che si definiscono miti, che invocano “un po’ di fascismo” perché “non se ne può più”, non sono tanto colpevoli quanto lo sparatore di Macerata, giacché sono, di fatto, il pubblico che lo applaude o comunque ne tollera l’azione?