MACERATA: E I LEGHISTI SI PRENDONO A PESCI IN FACCIA

DI RAFFAELE VESCERA


Tv private di uno stesso proprietario dedicano giornate intere a trasmissioni che diffondono l’humus della paura per gli immigrati, incitando all’odio razziale. Impossibile guardarle per chi abbia un minimo di intelletto. Presentatori volgari orchestrano gruppi di persone di totale ignoranza e opinionisti di bassa lega, ingigantendo ogni crimine commesso dagli stranieri e oscurando quelli degli italiani, a meno che non si tratti di “meridionali”, da loro assimilati agli “africani”, nonostante il “nuovo corso” salviniano che abbandona lo slogan “Prima il nord” per quello di “Prima gli italiani”, allo scopo di radicarsi al Sud, dove raccoglie vieppiù fascisti, neonazisti e politici trombati degli altri partiti di destra in cerca di una candidatura.

Nuovo corso smentito dal veneto Tosi, ex leghista di spicco, già condannato per razzismo, che conosce bene il Salvini, tanto da definirlo razzista e antimeridionale, bugiardo e strumentale nella sua apertura al Sud. Salvini smentito ieri anche dallo stesso Maroni, che si dice basito dalla presenza nella lega nord di un neonazista come Luca Traini, lo sparatore di Macerata. I leghisti litigano tra loro, si prendono a pesci in faccia, si accusano l’un l’altro di razzismo e la verità della loro comune responsabilità morale viene a galla. Dov’erano Maroni e Tosi quando lo stesso Salvini cantava cori razzisti contro i napoletani, o quando Bossi chiamava “bingo bongo” gli africani, o quando Borghezio chiamava i meridionali Topi di fogne e merdacce, e quando ancora Donatella Galli, consigliere leghista del profondo Nord, invocava i nostri vulcani ad agire per la distruzione del Sud?

Il gioco dei giornali di destra e delle Tv arcoriane è facile, la presenza degli immigrati è un problema gestito malissimo dai governi italiani, più bravi a far mangiare improbabili gestori dei centri di accoglienza, amici degli amici, anche vicini ai clan mafiosi ed elettorali, che i tanti poveracci migranti che arrivano disperati in Europa in cerca di una vita diversa da quella di miseria, guerre ed epidemie, provocate dagli stessi paesi occidentali, a caccia di petrolio, diamanti e altre risorse da depredare. Anziché inveire contro gli stati canaglia occidentali che invadono stati indipendenti con il pretesto di “esportare la democrazia”, destituiscono i loro governi per sostituirli con governi fantoccio da loro manovrabili, suscitano guerre interetniche per vendere armi e bombe e se la prendono con i poveracci costretti ad emigrare per via di questi giochi sporchi. Poi da noi usati come manodopera da sfruttare a basso prezzo e come pretesto elettorale dalle destre. E’ un gioco che noi meridionali, vittime un secolo mezzo fa degli stessi giochini coloniali, conosciamo bene. In verità la stessa pseudo sinistra renziana, partecipando al banchetto del “terzo mondo”, tace sulle ignobili responsabilità dell’Occidente, limitandosi a parlare di un’accoglienza che spesso diventa un business dove piazzare gli amici.

Veniamo a noi. Ieri a Macerata, un ventottenne, già vicino ai neonazisti di Casapound e Forza Nuova, tatuato sulla fronte con il simbolo nazista delle SS, l’anno scorso candidato nella lega nord in un paese delle Marche, con zero preferenze, ha sparato all’impazzata dall’auto contro innocenti migranti ferendone molti, di cui due gravemente. Poi sceso dall’auto, si è avvolto in una screditata bandiera tricolore esibendo il saluto fascista, prima di essere bloccato di carabinieri.
La segretaria provinciale della Lega Nord lo giustifica dicendolo “turbato” dall’omicidio efferato di una ragazza da lui amata, brutale assassinio compiuto nella stessa Macerata per il quale è indagato un pusher straniero. La polizia e la famiglia affermano che Luca Traini, già in cura psichiatrica, quella ragazza non l’ha mai conosciuta. In quanto ai femminicidi poi, in Italia ne avvengono ogni giorno, dalle alpi al Manzanarre, più di tutto per mano di “italiani”, la follia criminale non ha nazionalità. In quanto ai problemi psichiatrici del ventottenne che si dichiara leghista e fascista, è ovvio che la martellante propaganda xenofoba di lega nord e altre destre spinga i soggetti più fragili a fare quanto la mente consiglia loro. Chi incita all’odio indiscriminato contro altri popoli è il mandante morale della violenza.

Allora perché dedicare tante attenzioni mediatiche ai migranti, trascurando questioni ben più gravi come quelle della trattativa Stato-Mafia, sotto processo a Palermo in questi giorni che Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, denuncia come ignobilmente oscurato dai media italiani? Processo in cui il Pm Nino Di Matteo, condannato a morte dalla mafia, ha accusato ex ministri, uomini dei servizi segreti e politici come Dell’Utri, fondatore di Forza Italia di aver gestito la trattativa, impedendo persino la cattura di Provenzano. Forse perché in un paese dove la mafia è parte integrante del potere diffondere tali verità scoperchierebbe ben altri traffici affaristico-politici? Perché mai da parte di giornali e Tv, persino di Stato, si dedica così poco spazio al contrasto della mafia, non nella sua forma caricaturale da savianea Gomorra, ma nella sua vera e potente espressione dei colletti bianchi? Forse perché giocare sulla paura dei migranti porta voti mentre combattere la mafia li toglie, visto l’uso smodato che i partiti fanno dei voti comprati dai mafiosi?

Un esempio per tutti, Foggia, dove vivo, consiglieri di destra passati alla lega, cui il sindaco forzista Landella, amico di Salvini, affida l’assessorato all’ordine pubblico. Fanno un casino mediatico per “ripulire” il quartiere ferrovia, che come in tutte le città del mondo ospita molti migranti, mentre non dicono una sola parola sulla presenza soffocante dei clan mafiosi che sparano e mettono bombe, e infiniti misfatti e lutti adducono agli abitanti. Clan mafiosi largamente utilizzati da molti candidati di destra e di sinistra (vabbè ex sinistra) quali portatori di voti. Clan mafiosi che strozzano il commercio della città e riciclano soldi sporchi anche nell’edilizia.
A chi giova dunque spostare l’attenzione sul razzismo e tacere sulla mafia se non anche agli stessi clan mafiosi che insieme ai clan politici e affaristici fanno dell’Italia il paese più corrotto dell’Europa occidentale?