MI STUPIVA IL SILENZIO DELLE DONNE

DI DINO GIARRUSSO

Ho curato per Le iene una lunga inchieste sulle molestie nel cinema italiano. Nei tre mesi di questa inchiesta ho ricevuto bei riconoscimenti, attestati di stima e gratitudine da parte di molte donne, ma anche insulti, accuse di ogni genere e rabbia preconcetta, soprattutto da cineasti.

Mi ha sempre e fortemente stupito il silenzio delle donne del cinema italiano su questa inchiesta, delle attrici soprattutto. Donne pronte semmai a parlare di Weinstein, o del problema generale, ma totalmente mute sulle testimonianze da me raccolte in Italia, che riguardano giovani attrici italiane molestate da registi e produttori italiani.
Nemmeno quando abbiamo deciso di fare il nome di uno di loro, Fausto Brizzi, tirato in ballo da 15 diverse ragazze con conseguente aumento delle polemiche, nessuna delle “grandi” si è spesa apertamente in difesa di chi raccontava quanto subìto, mentre qualcuna ha semmai speso parole in favore del regista, seguita da uomini come Neri Parenti o Brignano, e in generale da un clima di malcelato fastidio e di difesa aprioristica del sistema.

In molti in questi mesi hanno tentato tristemente di sminuire quelle che sono vere e proprie violenze, ricatti sessuali squallidi, parlando di “zona grigia dove è difficile distinguere cosa accada”, confondendo volutamente le avances (che sono una bella cosa) con le molestie, accusando di moralismo o di voyeurismo me e il programma (che tutto siamo fuorché moralisti e voyeuristi), e sopratutto ignorando deliberatamente la dignità ferita di quelle ragazze, anzi accusandole più o meno esplicitamente di ogni possibile nefandezza (“non si fanno i provini a casa del regista!” che suona quasi come “se esci la sera in minigonna poi non lamentarti”).
Un tentativo di rivoltare la frittata che è stato fatto solo in Italia -unico paese al mondo a non solidarizzare con le vittime- e che non ha smosso appunto le nostre attrici, le donne importanti del nostro cinema, rimaste silenti.

Oggi, finalmente, molte donne del cinema italiano (attrici e non solo) si pronunciano, ed espongono il loro punto di vista in una lettera. La trovo riduttiva, e assai meno coraggiosa di quanto avessi sperato, data l’enormità di ciò che è stato denunciato.
Mi dà da pensare che nessuna di esse, eccetto Tea Falco, mi abbia fatto anche solo una telefonata in questi mesi. Eppure molte di loro le conosco personalmente, e da tanti anni.
Ciò detto trovo comunque molto importante che sia stato fatto un primo passo, che si sia finalmente rotto un silenzio incomprensibile, che molte delle star nostrane abbiano finalmente preso una posizione. E spero si vada avanti e si supportino con decisione sia le ragazze che hanno il coraggio di raccontare, sia i media che -come abbiamo fatto noi a Le iene- hanno il coraggio di non chiudere gli occhi di fronte ad un fenomeno vergognoso, e di aiutare chiunque voglia liberarsi di un peso e raccontare la propria storia. Perché questo schifo deve finire, e finire per sempre.

Meglio tardi e “poco”, insomma, che mai.