LA SOLIDARIETA’ FA BENE AL CUORE

DI MARIO RIGLI

Stavo ancora, in pigiama, facendo gli auguri di compleanno ai miei amici facebook. Con 5000 contatti ho almeno una ventina di compleanni da festeggiare ogni giorno. Del resto sono in pensione, una pensione baby o bonsai come la mia casa, ma fuori piovigginava , non potevo andare nell’orto, e allora potevo stare un’altra mezzora almeno in pigiama.
Lisa era andata a fare la spesa.
E’ tornata, mi ha detto . – vuoi venire con me o vado da sola?
– se non mi dici dove e perché come faccio a risponderti? –
– Sono andata alla pasticceria a fare colazione , fuori c’era una ragazza dimessa con un pancione di almeno sei o sette mesi. Era lì davanti, zitta senza proferire parola. Ma non allungava la mano per ricevere l’elemosina. La mano era stretta al petto, appena appena aperta . Si vergognava a chiedere ai passanti.
Mi sono fermata un attimo e le ho dato due euro. Vai a fare colazione le ho detto, forse quel bambino che porti in grembo ne ha bisogno.
– Grazie. Grazie mi ha detto – ho altri tre bimbi a casa.
Ho fatto colazione e quando sono uscita il suo sorriso era smagliante. Che gioia vedere quel sorriso!. Lei si è aperta un po’. Scusa non avresti qualche pentola, un po’ di posate e di bicchieri? Noi in casa non abbiamo quasi nulla.
– Ma come faccio? . le ho risposto.
– ogni mercoledì io sono qui, davanti alla pasticceria, loro mi vogliono bene.

Andiamo Lisa, e subito.
Abbiamo molti utensili da cucina. I suoi genitori sono scomparsi l’anno scorso e abbiamo roba a sfare.
Ho messo qualche padella, qualche pentola e qualche tegame in un borsa capace. Poi sei coltelli, sei cucchiai e sei forchette, poi ancora una dozzina di bicchieri. Lisa vi ha aggiunto un barattolo di latte, una confezione di merendine, e un pacco di zucchero.
Mi sono messo i pantaloni sopra il pigiama e in pantofole ho portato Lisa davanti alla pasticceria.
La ragazza era chiaramente dell’est. Il suo pancione molto grosso, ma i suoi occhi chiari erano sorridenti. Lisa ha chiamato la ragazza dai capelli biondi e dagli occhi azzurri.
Ho visto il suo sguardo sorpreso quando ha guardato nella borsa. Era felice, lo si indovinava chiaramente.
Ha preso la borsa, l’ha poggiata al muro della pasticceria e ha ringraziato Lisa. A me in macchina, ha rivolto un sorriso muto e ha abbassato lo sguardo.

A tavola Lisa mi ha detto:
– oggi mi sento bene-
– per cosa? – le ho risposto
– per la palestra di ieri?-
– no, per la ragazza dell’est.