LILLI GRUBER? AL NORD OTTO E MEZZO AL SUD

DI RAFFAELE VESCERA
Per favore, non sparate sulla Croce Rossa, non ha colpe la Lilli e non la si può accusare di essere antimeridionale, la Gruber è sudtirolese, e dunque già lei del Sud di qualcosa, al di sotto delle Alpi per la signora è già profondo Sud, figuriamoci le Due Sicilie, piattaforma continentale africana. E poi, con i due coautori Gad Lerner e Giuliano Ferrara, che del Sud non gliene può fregar de meno, che volete, la spartizione è tutta tra nord e centro.
Veniamo a noi, ci siamo divertiti a fare le pulci a Otto e mezzo, la trasmissione della Lilli su La 7, intravista non per lei ma il Tg di Mentana, non certo perfetto ma l’unico guardabile tra i tanti, che a fine Tg annuncia gli ospiti della Gruber a lui seguente. Dopo anni di stupore per la reiterata presenza dei soliti noti, giornalisti e politici, tutti solo e soltanto del Nord, pardon del sud del Sudtirolo, ci siamo presi la briga di annotare gli ospiti sera per sera, per un’intera settimana, quella passata, da lunedì a sabato. Un settimana “particulare”, però, già in campagna elettorale e dunque condizionata, ahi lei, dai meridionali esponenti di partito. Eccoli.
Lunedì: Giuseppe Severgnini, detto Beppe, Cremasco, nulla da segnalare se non il suo filoanglismo e i radicati pregiudizi contro il Sud. Ma che volete, l’America è lontana e Londra pure dal Mezzogiorno d’Italia, e lui parla per sentito dire.
Luigi Di Maio, napoletano, in studio per caso solo perché capo del M5S, altrimenti hai voglia a sperare di essere invitato. Tutti lo conoscono, ottima persona, dunque nulla da dire se non, visto da Sud, il suo sfuggire alle domande sulla questione meridionale.
Martedì: Matteo Richetti da Sassuolo, politico renziano, che dire di lui? Ah, sì, voce petulante e promesse mai mantenute, come quella, da candidato alla Camera, di voler rinunciare al paracadute del listino bloccato. Ma che volete, con cotanto maestro di false promesse, come Renzi suo capo, si è adeguato.
Alessandro Sallusti , Comasco, giornalista berlusconiano, già accoppiato con la Santanchè, (Santa che?) no comment.
Piergiorgio Odifreddi, da Cuneo. Grande matematico, uomo di scienza scevro da pregiudizi, invitato a Foggia, abbiamo avuto l’onore di presentarlo per una sua conferenza e di condividere una piacevole cena, chi l’ha detto che Cuneo produce solo razzisti antimeridionali alla Giorgio Bocca?
Mercoledì: Tommaso Cerno da Udine. Si capisce dal cognome, slavo come quello mio, in lingua slava sta per nero, sarà per questo che si candidò con Alleanza nazionale? Ma poi, dirigente dell’Arcigay passò al Pd per il quale è candidato dopo una splendida carriera giornalistica.
Giorgio Mulé da Caltanissetta, ecco il secondo terrone per caso dalla Lilli, anch’egli splendida carriera giornalistica e ora candidato per il centrodestra in Liguria, la qual cosa gli è forse valsa l’invito.
Andrea Scanzi, di Arezzo, polemista, scrittore, musicologo, lo conosciamo tutti, unico neo il suo essere milanista o juventino sfegatato, da toscano (se lo prendono i fiorentini) e la sua ignavia nei confronti del Sud.
Giovedì: Paolo Mieli, Milanese, Marco Travaglio, Torinese e Fabio Volo, da Calcinate Bergamo. Che ve li dico a fare. Mieli e Travaglio ottime persone, conosciute da chi scrive, e stimati giornalisti, il primo riconosce i torti subiti dal Sud, l’altro no. Fabio Volo? Ahimè, non sono più da tempo un adolescente dalle facili emozioni sentimentali. Anzi non l’avrei letto neanche da ragazzo, a quell’età leggevo Marx e i grandi romanzieri russi.
Venerdì: Giorgia Meloni, romana de Roma, capo di Fratelli d’Italia, erede della tradizione del partito nostalgico di quando c’era lui caro lei, alleata del Berlusca, Salvini e Fitto-Formigoni. Dimmi con chi vai…
Pino Corrias , Savona, giornalista e scrittore, nulla da segnalare.
Sabato: Lorenzo Fioramonti, da Roma, economista, candidato M5s e Veronica De Romanis, romana anch’ella, economista renziana.
A conti fatti, su 15 ospiti della settimana, appena due sono meridionali (per caso poiché ineludibili politici). Due su quindici fanno all’incirca il 7,5% per un popolazione meridionale del 34%, venti milioni di cui la signora ignora i tanti grandi intellettuali, giornalisti, scrittori, economisti, scienziati e quant’altro, apprezzati nel mondo, ma non in Italy, paese dimezzato. Il 7,5% su otto e mezzo fa 0,5, per l’appunto Mezzo. Il restante Otto va al Centronord.
Stasera il bravo Mentana inaugura la trasmissione elettorale “Var condicio”, (il Var si sa è il monitor di controllo di una partita di calcio) non gli farebbe bene dare un consiglio all’amica Lilli?