MACERATA. E ALLORA COME AVREBBERO DOVUTO REAGIRE I GENITORI DI VALERIA SOLESIN?

DI MARISA CORAZZOL

Con tutto il mio profondo dolore per quella povera Pamela Mastropietro, ritrovata in brandelli ad opera di un essere malvagio di etnia nigeriana che per questa ragione è già in carcere e che per la stessa ragione sarà condannato per il crimine efferato commesso ai danni della vita di una splendida 18enne, come si potrà mai giustificare un tale gesto terroristico nei confronti di persone che hanno soltanto “il torto” di avere la pelle scura?

Come avrebbero dovuto reagire, allora, i cittadini francesi ed i genitori della nostra Valeria Solesin, i cui figli, le cui madri, i cui padri, le cui mogli, i cui fidanzati sono stati fatti a pezzi da furiosi fanatici nell’attentato al Bataclan del 15 novembre 2015?

E, prima ancora, all’attentato contro “Charlie Hebdo” del 7 gennaio dello stesso anno ed a quello di Nizza del 14 luglio del 2016?

Oh, ma avrebbero dovuto scagliarsi su tutta la comunità musulmana, no? Ma siamo matti?

Nossignori. Nelle realtà civili si perseguono e si puniscono i colpevoli che commettono atti criminali di questo genere, ma non vai a caricare una pistola per “fare giustizia” nella tua veste di “patriota”! Patriota un corno.

Il motto “Dio, patria e famiglia”, d’altronde, è caduto sotto il peso delle stragi commesse in quel tristissimo passato criminale che fu il nazi-fascismo, con le sue persecuzioni razziali, con i suoi lager, con le sue uccisioni non appena qualcuno fosse andato a riferire al “podestà” la tua non accettazione di quella immonda dittatura. E quelle tre parole messe insieme non significano pertanto proprio nulla, se non la dittatura stessa riportata in auge da gentucchia di provincia “padana” che dice di “difendere” il presepe, ma che tira ad alzo zero sull’umanità ben rappresentata in quello stesso presepe.