MIGRANTI. BERLUSCONI PRIMA LI ACCOGLIE E POI LI VUOLE CACCIARE

DI CORRADO GIUSTINIANI

Compro il “Corriere della Sera” per vedere che servizi fa sulla sparata di Berlusconi secondo il quale bisogna cacciar via 600 mila immigrati che “vivono di espedienti e di reati”. Vorrei sapere, infatti, come si sia giunti a quella cifra indicata con precisione chirurgica. Ci saranno delle analisi, degli articoli di giornalisti esperti che spieghino al lettore se è fondata o no.

Niente di tutto ciò. Il primo giornale italiano giudica questa di Berlusconi come la notizia del giorno, tanto da dedicargli l’apertura di prima pagina. Ma si limita solo ad esaltare la sua esternazione televisiva, a fungere da buca delle lettere, da vigile urbano del quotidiano traffico di dichiarazioni e di interviste. Torno alla mia periodica amara domanda: vale la pena di acquistarli, questi giornali? Che aiuto danno al lettore? Quando ieri ho consigliato agli amici: andatevi a vedere “The Post”, se volete riconciliarvi con il giornalismo, c’è stato chi si è chiesto: “Quanti comprano un giornale, fra quelli che applaudivano alla fine del film”? E beh, ribadisco io, si può dare loro torto se non lo comprano più? Se le vendite calano giorno dopo giorno?

Poi, siccome uno non può gettare il sasso e ritirare la mano, cerco di dare la risposta che il Corriere non ha dato.

I 600 mila dovrebbero essere gli immigrati irregolari, anche se, proprio perché sono irregolari, ogni stima lascia il tempo che trova. Nemmeno un mese fa, secondo Berlusconi, erano 100 mila in meno. Di questo passo saranno un milione alla vigilia delle elezioni. Ora, contemporaneamente all’entrata in vigore della legge Bossi-Fini, varata dal governo Berlusconi nel 2002 venne approvata la più grande regolarizzazione della nostra storia migratoria: arrivarono 700 mila domande, metà per i lavoratori delle imprese, metà per quelli delle famiglie. Se ne è dimenticato, Cavaliere? Ve ne siete dimenticati, insigni colleghi del Corriere della Sera?

E perché allora bisognava sanare (a pagamento, e dunque facendo incassare bei soldini all’Inps), e oggi si deve cacciare, quando si sa benissimo che è tecnicamente impossibile mandare via dal nostro paese un numero di immigrati dieci volte inferiore a quello indicato da Berlusconi?

Ma soprattutto: è dal 2011 che non viene fatto più un decreto flussi per lavoro subordinato, e dunque tutti quelli che sono entrati in Italia (ad eccezione degli stagionali) hanno dovuto farlo illegalmente. Oltre alla sanatoria per chi ne ha diritto, non sarebbe giusto salvare un barlume di legalità, riaprendo piccole quote di ingresso nel nostro paese, con permessi brevi per ricerca di lavoro?

Infine, Cavaliere ed esimi colleghi, non è che in Italia tutti quelli che fanno lavoro nero “vivono di espedienti e di reati”. Né gli stranieri, né i moltissimi autoctoni. Staremmo proprio freschi, sennò.