WALL STREET CROLLA, MA PER I RICCHI LE COSE VANNO BENISSIMO

DI MANUELA PALERMI

Titola Money, un nome che è un programma, allarmatissimo: “Wall Street è crollata e ha trascinato con sé l’intera Europa”.
Guardate, io non sono un’economista, ma qualcuno mi deve spiegare perché dal 2008 ad oggi, nel periodo buio della crisi, alla Borsa di Wall Street le quotazioni si siano moltiplicate per tre.

Qualcuno mi deve spiegare perché l’indice Dow Jones nel 2009 era a 8 mila punti mentre in questi giorni è a 26 mila. Una crescita permanente che la crisi non ha minimamente scalfito. Che le economie siano stagnanti è vero e, quando crescono, lo fanno a malapena. Non c’è un dato dell’economia reale che testimoni la crescita esponenziale delle Borse. E allora? Io la leggo così, come l’ennesima riprova che il legame con la produzione non esiste più, che le Borse si sono trasformate in efficientissimi casinò.

Non ascoltate le ipocrite preoccupazioni dei servi dei capitalisti. Le cose per l’1 per cento più ricco dell’umanità vanno a meraviglia.