CARO MINNITI, DOPO L’ATTENTATO TERRORISTICO DI MACERATA, MANIFESTARE E’ UN DIRITTO

DI LUCIO GIORDANO

Minniti ci ripensi. Ci ripensi non solo perchè sabato la situazione a Macerata potrebbe diventare esplosiva, ma anche perchè sospendere la democrazia per un fatto così  grave come l’attentato terroristico di una settimana fa, non può passare sotto silenzio . Lo spiegano bene , nella lettera aperta che vedete qui sotto, Fratoianni, Speranza, Civati.

Tanto più che Casapound in piazza è già scesa. E Forza Nuova, a Ponte Milvio a Roma, giorni fa ha esposto un provocatorio, scandaloso  striscione in favore di Traini, il candidato della Lega Nord che ha sparato all’impazzata a sei immigrati di colore. Due pesi e due misure? Insomma, nonostante gli appelli alla calma del sindaco di Macerata Romano Carancini, peraltro comprensibili dal suo punto di vista, non si può soprassedere di fronte ad un fatto di tale gravità. E’ come se in questo modo  si desse alle forze neofasciste il definitivo sdoganamento. I padri nobili della Patria, con la P maiuscola, si staranno rivoltando nella tomba. Loro, che si sono arrampicati sulle montagne per difendere l’Italia, ribellandosi alla dittatura nazi-fascista, un divieto del genere non lo digerirebbero affatto.

E poi, se non si manifesta in questo caso, quando? Giusto ripeterlo:   se non ora, quando? E’ chiaro o no che mettere il silenziatore alle proteste di sinceri democratici vorrebbe dire aprire una autostrada alle prossime elezioni per i gruppi razzisti in camicia  verde e ai loro sodali neo- fascisti? Non attendono altro, del resto .  Stiamo scherzando o cosa? Si vuole questo? Minniti dia retta: ci ripensi. Mandi tutti i reparti della celere che vuole,  e anche se potrà sembrare ingenuo, li inviti anzi a trasformare la protesta in una festa della democrazia. Altrimenti, se il corteo non venisse concesso, gli eventuali scontri della manifestazione non autorizzata ( i centri sociali hanno già detto che scenderanno ugualmente  in piazza), sarebbero il tragico  epilogo di una drammatica vicenda, in cui si rischia per davvero la tenuta democratica del Paese. Tutto chiaro, Minniti?

ECCO LA LETTERA

“La scelta che avete fatto di vietare la possibilità di manifestare sabato prossimo a Macerata è sbagliata e pericolosa. Quello che è successo a Macerata ha un nome preciso: si tratta di un atto di terrorismo. Una tentata strage, le cui ragioni hanno una matrice precisa: fascismo e razzismo. Non il gesto di un folle, di un pazzo, di un criminale isolato. Qualcosa di molto più grave. Quando dalle parole di passa alle pistole succede qualcosa che non possiamo ignorare. E di fronte a cui occorre reagire.

In tutta Europa, per fortuna, la risposta al terrorismo ha mobilitato un dispositivo largo, composito, determinato. Oggi, qui, occorre una risposta che abbia le stesse caratteristiche. E devo dirvi che troviamo sbagliate e ingiustificate le parole di chi, come il Sindaco di Macerata, chiede di evitare le manifestazioni in nome di un silenzio rispettoso della città, e delle sue ferite.

Non tutte le manifestazioni sono uguali. In questi giorni prima Casa Pound e poi Forza Nuova che annuncia di voler farsi carico delle spese legali di Traini (immaginate cosa sarebbe successo ad una organizzazione che in un qualsiasi posto d’Europa colpito dagli attentati avesse annunciato una simile volontà) manifestano a Macerata.

Fascismo e Antifascismo non sono in nessun modo paragonabili. Né possiamo accettare che in nome di una malintesa responsabilità torni la teoria degli opposti estremismi. Il rischio, altrimenti, è quello di spianare la strada al ritorno delle peggiori culture che abbiamo conosciuto. Per tutte queste ragioni manifestare non è mai un errore. Perché manifestare l’antifascismo, celebrare la nostra religione civile, la nostra Costituzione è sempre giusto. E necessario. Per questo chiediamo che l’annunciato divieto a manifestare non venga messo in atto”.