REGGIO CALABRIA, ANNI 70. STESSO CLIMA DI MACERATA

DI VANNI CAPOCCIA

All’inizio degli anni ’70, il 22 ottobre 1972, con l’istituzione delle regioni
nominarono Catanzaro capoluogo della Calabria. Questo scatenò una protesta violenta a Reggio Calabria che sotto lo slogan “boia chi molla” si trasformò in un’azione contro la Repubblica che, in quei giorni subì un attacco durissimo.

Il clima era da guerra civile. Le istituzioni così a rischio che i metalmeccanici guidati da Bruno Trentin indissero una manifestazione nazionale a Reggio Calabria. La tensione si tagliava con il coltello. Un treno di manifestanti subì un attentato. Ma la manifestazione si tenne lo stesso e fu una vittoria della democrazia e l’inizio della sgonfiarsi di quella protesta eversiva.

“E’ andata bene; ma abbiamo camminato sull’orlo del precipizio” fu il commento del segretario generale della Cgil Lama al termine di quella giornata. Sapeva i rischi che i sindacati e i lavoratori avevano corso, ma era consapevole che la democrazia era in pericolo e che a Reggio Calabria c’era bisogno di una manifestazione come quella che non fu una manifestazione pacifista, ma intransigentamente non violenta.

#Macerata un sindaco Pd che rimpiange i manicomi perché poi ci sono ragazze che vagano nel disagio per la loro chiusura (una cosa del genere l’ha detta stamattina ad Omnibus, evidentemente pensava che se Pamela fosse finita lì lui avrebbe avuto meno problemi) ha chiesto di non far svolgere manifestazioni a Macerata. Mettendo sullo stesso piano fascismo e antifascismo, chi attacca la democrazia come l’attentatore stragista #Traini e chi la difende.

Il ministro degli interni Minniti gli ha fatto da sponda augurandosi “che anche le altre organizzazioni decidano di accettare l’invito a disdire le manifestazioni, altrimenti ci penserà il ministro degli interni.”

#Minniti è di Reggio Calabria, non ha la memoria corta, ma si crede il ministro della polizia e finge di non ricordare quella giornata e il suo valore cantato in “I treni per Reggio Calabria” da Giovanna Marini. Hanno finto di non ricordare anche #Anpi#Cgil#Arci e #Libera.