SCUOLA, SIGLATO IL RINNOVO DEL CONTRATTO, OLE’

DI CHIARA FARIGU

Dopo quasi 10 anni di “vacanza” contrattuale, stamattina intorno alle 7,15, governo e sindacati del settore, ad eccezione di Gilda e Snals, hanno siglato il rinnovo del contratto.
Gaudio maximo da parte della ministra Fedeli per l’intesa raggiunta e delle OO.SS. che parlano di svolta significativa per le risorse destinate alla valorizzazione professionale.
Decisamente meno entusiasta la quasi totalità dei docenti, personale ATA, ricercatori, tecnici e amministrativi, stimati intorno al milione e 200mila persone che, a conti fatti, dopo un decennio di blocco, si troveranno nel portafoglio poche decine di euro in più.

Quali le novità?

Gli aumenti salariali: in linea con quanto stabilito nel precedente accordo del 2016, andranno da un minimo di 81 euro lordi (per le maestre e i maestri delle scuole dell’infanzia, della primaria e i docenti diplomati delle medie che hanno una bassa anzianità di servizio), ad un massimo di circa 111 sempre lordi (i docenti che insegnano alle superiori con più di 35 anni di servizio).
Gli aumenti andranno a regime dal 1° marzo 2018. Gli arretrati, relativi al 2016 e al 2017, compresi i due mesi di gennaio e febbraio 2018 saranno pari a circa 450 euro medi.
Confermati gli 80 euro del bonus.
– A questa cifra si aggiungerà anche il bonus di 200 milioni di euro per il merito che è stato diviso in due parti: i primi 100 milioni di euro convergeranno direttamente negli stipendi, mentre i secondi verranno utilizzati per valutare i docenti e premiarli di conseguenza.

“Era un atto dovuto e doveroso”, ha twittato la ministra Madia, dopo la lunga ed estenuante trattativa no stop iniziata ieri sera.

Il rinnovo, oltre alla parte economica, contiene novità anche su quella normativa.

1) Ripristinati gli spostamenti volontari ogni tre anni, come previsto dalla L.107; 2) rinviata ad una specifica sequenza contrattuale la definizione del codice disciplinare con l’obiettivo di una piena garanzia di tutela della libertà di insegnamento. 3)Invariato il numero delle ore di servizio, confermate le ore relative alle attività funzionali all’insegnamento; 4) meno potere ai dirigenti scolastici: le decisioni sono collegiali, centrale il ruolo delle Rsu nella contrattazione d’istituto.

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