ROBERTO FIORE UN FASCISTA CHE HA ATTRAVERSATO LA NOSTRA STORIA

DI MARINA POMANTE

Forza Nuova, il movimento di ultradestra, prenderà parte alle imminenti elezioni politiche, anche se il suo modo di fare politica è al limite della Costituzione, rasentando l’apologia di fascismo. Ma in molti si domandano quanto sia opportuna una partecipazione di un gruppo ispirato a valori che ricalcano un ideale non proprio democratico… E soprattutto quanto sia utile un Governo con componenti di estremismo politico di destra.
Il perchè di questa “diffidenza” da parte di molti elettori è probabilmente “ben spiegata” dalla stessa Forza Nuova o per dire meglio, dall’espressione che essa ha fornito fin’ora, col comportamento dei propri attivisti, che non si sono risparmiati partecipazioni a episodi violenti, che uniti alla filosofia del gruppo, lasciano evidentemente freddi gli elettori più moderati.
Ancora ieri, i giornali hanno riportato la notizia che a Macerata, Forza Nuova si è resa protagonista di scontri con le Forze dell’Ordine in occasione una manifestazione organizzata dallo stesso gruppo politico, che hanno violato il divieto del Questore. Una quarantina di attivisti del movimento di ultradestra, guidati da Roberto Fiore, hanno provato ad entrare in piazza della Libertà, nonostante il divieto della Prefettura, ma sono stati intercettati e respinti dalla polizia che ha fermato e portato in Questura alcuni militanti di FN entrati in contatto con le Forze dell’Ordine.

FORZA NUOVA – GLI INIZI
Forza Nuova si costituì all’interno di Fiamma Tricolore, come movimento di base, ma poi si staccò e divenne un partito. Finanziatori e fondatori di FN furono due nomi conosciuti negli anni di piombo per la militanza in movimenti di destra radicale romana e per il loro credo politico neofascista, Roberto Fiore e Massimo Morsello.
La scissione da Fiamma Tricolore avvenne perchè Pino Rauti iniziò ad osteggiare la distribuzione fra i suoi iscritti del bollettino: Foglio di Lotta, di Fiore e Morsello.
Oggi, Forza Nuova è un movimento politico italiano nazionalista di estrema destra (o ultradestra) antagonista o neofascista, fondato nel 1997.
Il movimento rigetta tali etichette, autodefinendosi “nazional popolare” e dichiara superate le definizioni di destra e sinistra.
In più occasioni, il movimento politico è stato criticato fortemente per le sue posizioni radicali e per atti di violenza che hanno visto coinvolti dei simpatizzanti, in merito ai quali, il partito ha espresso “totale solidarietà ai camerati arrestati”. Su FN sono piovute accuse di xenofobia ed omofobia. È stato infatti protagonista di campagne politiche apertamente contrarie all’omosessualità.

ROBERTO FIORE, PER MOLTI UN CATTIVO MAESTRO
Roberto Fiore è nato a Roma il 15 aprile del 1959. Sposato con la spagnola Esmeralda Burgos, dalla quale ha avuto ben undici figli, fin da giovanissimo ha legato il suo nome ai movimenti dell’estrema destra romana.
Aderisce a Lotta Studentesca nel 1977, per poi fondare l’anno successivo Terza Posizione assieme a Giuseppe Dimitri e Gabriele Adinolfi. Un movimento neofascista, che alla fine degli anni Settanta ha riunito alcuni dei criminali più violenti della destra eversiva. Da Terza Posizione è scaturita una generazione di stragisti, assassini, rapinatori, sequestratori. Fiore, dichiarato colpevole in tutti i gradi di giudizio, avrebbe dovuto scontare almeno cinque anni e mezzo di reclusione.
Il movimento viene sciolto nel 1982 quando Fiore si trovava già all’estero, riparò infatti in Inghilterra dove era fuggito per evitare un ordine di cattura emesso dalla Procura di Bologna, nell’ambito delle indagini sulla strage alla stazione. Venne però arrestato a Londra due anni dopo, grazie ad un ordine di cattura internazionale. Ne sarà negata però l’estradizione, poiché la richiesta sarebbe stata di natura politica e quindi non ricevibile.
Nel 1985 in Italia viene condannato per banda armata e associazione sovversiva.
Tante sono le voci che nel suo periodo londinese, lo accostano ai servizi segreti britannici. In seguito, la Commissione europea d’inchiesta su razzismo e xenofobia del 1991 parlò di una sua affiliazione all’MI6 (l’intelligence britannica) fin dai primi anni ’80.
E’ a Londra che ha fatto molti soldi con appoggi sospetti. Quando rientra in Italia, nell’aprile 1999, è un uomo libero e ricco. E’ pronto a guidare un nuovo movimento politico neofascista, razzista (e secondo alcuni giudizi), pieno di criminali violenti come il precedente, ma con una sigla diversa: Forza Nuova.

Anche se sono stati condannati in tutti i tre gradi di giudizio, i due leader di Terza Posizione, Roberto Fiore e Massimo Morsello restano liberi . In Italia intanto Fioravanti e la Mambro (responsabili della strage di Bologna), nel tentativo di sottrarsi all’accusa per la strage, inventano un falso alibi, costruito proprio attorno a Fiore e a un altro fondatore di Terza Posizione, Gabriele Adinolfi, l’ideologo di Casapound.
Valerio Fioravanti e Francesca Mambro sono condannati anche per l’omicidio di Francesco Mangiameli, l’ex dirigente siciliano di Terza Posizione, ucciso il 9 settembre 1980 perché era uno dei pochi a conoscere la verità su Bologna e ne aveva parlato con Amos Spiazzi, un ex colonnello dei servizi che poi lanciò l’allarme con una intervista a L’Espresso.
La Cassazione, nella sentenza definitiva (a sezioni unite) sulla strage di Bologna, spiega che Fiore e altri ex di Terza Posizione sono scappati proprio per non fare la stessa fine di Mangiameli. Anche se in tutti questi anni non hanno mai rivelato o confessato nulla.

Nel 2000, pochi mesi prima della morte di Morsello, Roberto Fiore pubblica un libro con Gabriele Adinolfi: “Noi, Terza Posizione”, dove rivela che suo padre, Amedeo Fiore, combattente per Mussolini a Salò, si sarebbe “offerto volontario per il progetto, poi non realizzato, dei kamikaze italiani”.

Il nuovo movimento, Forza Nuova, Fiore lo fonda quando ancora è a Londra. Lo struttura come un partito nazionale e apre le prime 50 sedi provinciali. Ma già alla fine del 1999 il capo dell’antiterrorismo, Ansoino Andreassi, sentito dal Parlamento, lo accusa di far parte di una rete internazionale di finanziatori di naziskin.
Fiore smentisce e querela, ma non intimidisce il prefetto, il primo a capirne la strategia: non sporcarsi le mani, non farsi invischiare nelle azioni violente dei giovani di Forza Nuova.
Da allora, il leader è un intoccabile: molte indagini, qualche processo, ma nessuna nuova condanna. La violenza politica è gestita dai singoli esponenti del movimento, senza legami documentabili con il movimento, che però li difende…

Fiore si presenta alle comunali di Roma nel 2001 come leader ufficiale del partito.
Forza Nuova tratta alleanze elettorali con il centro-destra, con esiti alterni.
Nel 2008 Fiore entra nel parlamento europeo, occupando il seggio lasciato da Alessandra Mussolini.

Intanto, la base di Forza Nuova scatena un’escalation di violenze.
Siamo ad aprile ’99 e a Roma, sono rinviati a giudizio 25 naziskin per violenze, minacce e istigazione all’odio razziale. Il gruppo che fa parte della rete internazionale degli “hammerskin”, si presume abbia come capo-cellula, il responsabile di Forza Nuova a Milano. Anche Fiore viene inquisito come finanziatore dei neonazisti ma tutte le accuse saranno poi coperte dalla prescrizione.
Nel dicembre 2000 rimane ferito mentre fa esplodere una bomba all’ingresso del Manifesto, il quotidiano comunista il neofascista Andrea Insabato l’ex capo di Terza Posizione nei quartieri romani della Balduina e Monte Mario. Fiore dichiarerà: “Sono un suo amico”, “ma con Forza Nuova non c’entra nulla”.
In un precedente processo, a difendere Insabato per un raid antisemita, era stato il fratello avvocato di Fiore.
Nello stesso periodo a Padova, un candidato di Forza Nuova alle comunali, insieme ad un gruppo di neofascisti, finisce in cella nell’ambito di un grosso sequestro di armi ed esplosivi.
Quindici appartenenti al gruppo di FN vengono arrestati ad aprile 2004 a Bari, per una serie di raid con mazze, bastoni e catene.
Nel marzo 2005 il candidato di Forza Nuova a Siracusa viene accusato di aver organizzato attentati contro la Cgil e contro un ospedale.
Un mese dopo vengono arrestati per l’arsenale di armi ed esplosivi (con fucili militari e bombe a mano) scoperto in via Nomentana a Roma, Andrea Rufino e Giovanni Marion, due soci fondatori di Easy London, la succursale italiana delle imprese di Fiore.
A Rimini nel settembre 2007, 13 neofascisti con a capo il responsabile provinciale di FN, sono fermati mentre tentano di raggiungere un centro sociale, armati di spranghe e taniche di benzina.
A Bologna, nel 2008 è il leader dei giovani di Forza Nuova a rendersi protagonista in negativo per aver spaccato la faccia a due ragazzi di sinistra fratturandogli naso e mascella…
In questi ultimi anni sono state soprattutto le violenze contro gli immigrati che hanno fatto parlare delle azioni di giovani estremisti di destra. L’inchiesta dei Ros denominata: “Banglatour” ne è un recente esempio, tale inchiesta è scaturita dopo che 80 immigrati bengalesi sono finiti al pronto soccorso per pestaggi. I raid, secondo il parere dell’accusa, sono partiti da due sedi romane di FN, dove ragazzi minorenni sono “addestrati a usare coltelli e spranghe in una palestra di odio e violenza”.
(Secondo l’Osservatorio democratico sulle nuove destre, le vittime sono stranieri poveri, giovani di sinistra, gay e medici: in un assalto in Puglia i forzanovisti gridavano “assassine, criminali” contro le donne ricoverate in attesa di abortire).
Il ministero dell’Interno ha emesso due anni fa i dati ufficiali su Forza Nuova: in 65 mesi, tra il 2011 e il 2016, ci sono state 240 denunce e dieci arresti. Quattro raid al mese. Un attacco neofascista alla settimana.
Fiore si è sempre proclamato estraneo a tutti i reati ma rivendica le azioni politiche, anche se apertamente razziste.
L’esempio evidente di questo atteggiamento di caldeggiamento e difesa è del 2013, quando la sezione di Macerata affisse manifesti xenofobi contro la ministra Kyenge. Fiore dichiarò: “La Kyenge dovrebbe tornare in Congo, non capisco come abbia ottenuto la cittadinanza”.

In Italia Roberto Fiore, è titolare di una società, la “Immobiliare Brighton”. Dalla visura camerale emergono una sfilza di cambiali e assegni non pagati. In contraddizione con quanto lui afferma di sé: “Sono 40 anni che faccio attività economica e non mi è stato mai trovato un singolo errore”.
Nel mirino degli investigatori ci sono invece cinque imprenditori forzanovisti sospettati di evasione fiscale e false fatturazioni. Gli affari ufficiali di Fiore, sono invece quasi tutti all’estero. Si concentrano per lo più in Inghilterra, dove il leader di Forza Nuova è riuscito a creare un impero finanziario durante la latitanza.
Gli interessi e gli affari di Fiore non riguardano solo l’Inghilterra ma anche Cipro, uno dei paradisi fiscali europei.
Dal 2011 al 2016, è stato infatti azionista della Vis Ecologia, una società che si occupa di “riciclo di materiali”, ma che ha tutte le caratteristiche della scatola vuota: zero dipendenti, niente sito internet, sede negli uffici di uno studio di commercialisti locali. Le visure camerali dicono che l’impresa è stata registrata a Cipro “per scopi fiscali”, per risparmiare sulle tasse, ma è impossibile sapere quanto denaro abbia gestito pereché la società non ha mai depositato un bilancio. Fiore non ha mai fornito risposte in merito a questa cosa alle domande de’ L’Espresso, che su di lui ha pubblicato alcuni articoli.
Tra il gruppo editoriale e Fiore non corre buon sangue come è noto e come appare evidente doppo il Blitz di una dozzina di militanti del partito di estrema destra nel cortile antistante le redazioni del gruppo Gedi, con uno striscione in cui si invita al boicottaggio delle testate L’Espresso e Repubblica. Pochi minuti di cori, urla e lancio dei fumogeni. Un’intimidazione arrivata dopo gli articoli della Testata sugli affari della galassia nera…
Ci sono però altre attività che riguardano direttamente e indirettamente Roberto Fiore, il neofascista romano infatti, ha di recente organizzato viaggi in Crimea di alcune imprese italiane che hanno poi deciso di trasferire lì la produzione. Da notare che lui aveva definito la globalizzazione: “un evento nefasto della storia”, stesso giudizio per l’Uninione europea, di cui però ha fatto parte dal 2008 al 2009 come parlamentare, con tanto di finanziamento pubblico da 600 mila euro incassato dalla Apf, una coalizione di estrema destra presieduta dal politico romano.
Anche gli stranieri sono da Fiore giudicati nefasti, ma con loro intanto fa affari attraverso la società Gruppo Italiana Servizi Postali, un’azienda privata di spedizioni che ha come partner tecnologico Western Union, il servizio di money transfer preferito dagli immigrati. Eppure proprio Gruppo Italiana Servizi Postali è una delle società più importanti della galassia neofascista e tra i fondatori c’è Alessandro Fiore, il figlio di Roberto, mentre l’attuale azionista di maggioranza è l’ex candidato Beniamino Iannace, socio del leader nero in vari altri business in giro per il mondo.

Insomma una vita dedicata alla politica ma anche agli affari, slogan per la patria e soldi all’estero.
Tifo calcistico e periferie, perchè molti dei giovanissimi adepti di Roberto Fiore sono arruolati tra i giovani dei quartieri di Roma Nord, San Giovanni, Appio, ma anche nelle borgate dimenticate dalla politica e sugli spalti dell’Olimpico, in special modo nella curva nord della Lazio, anche se da qualche tempo anche tra gli ultras della Roma. La ragazza che ha partecipato al blitz sotto le redazioni di Espresso e Repubblica, per esempio, fa parte degli Irriducibili della Lazio. Una fetta di tifoseria che si è fatta conoscere per le posizione violente, razziste, antisemite, xenofobe. L’aggregazione a gruppi neofascisti è per molti giovani un modo per fare “unione e appartenenza”, forse in certi casi è vista quasi come una moda e quando capita di parlare con alcuni di loro, si scopre dopo poche battute che moltissimi non hanno alcuna visibilità di quello che dovrebbe rappresentare secondo loro, la propria fede politica.