IO STUDENTE DEL LICEO VISCONTI DICO CHE

DI GIORGIO MELE

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Allora io sono un viscontino uno che ha fatto il ginnasio liceo all’Ennio Quirino Visconti che sta situato nel centro del centro di Roma. a due passi da piazza Venezia. E’ il liceo più antico d’Italia sito nel Collegio Romano in cui i Gesuiti sin dal ‘500 insegnavano il modello del sapere scolastico che poi divenne con cambiamenti adottato nei luoghi dove si faceva scuola. quindi una storia importante in più l’edificio è uno dei palazzi del 500 più belli di Roma.
Detto questo io entrai al Visconti nel 1967. Ricordo che la mia famiglia monoreddito con mio padre che lavorava alle poste nel gruppo C come si diceva allora, quindi appartenente alla parte bassa della scala sociale, decise comunque di mandarmi al classico. Dovevamo scegliere tra il Vivona all’Eur e il Visconti . Scegliemmo quest’ultimo un pò perché ci stava sulle palle l’Eur e anche perché al Vivona c’erano stati episodi fascisti.
Quando andammo a fare l’iscrizione il preside ci disse che il Visconti era un liceo importante si studiava molto e andare in quella scuola era come avere una Ferrari. Ricordo che mia madre ironica interruppe il preside dicendo “ma noi abbiamo una seicento color crema” che facciamo?
In quarta ginnasio fu per me un calvario studiavo come un pazzo dovetti lasciare anche di fare canoa e la mia insegnante di lettere quando i miei andavano a parlarci non mancava di dire che quella forse non era una scuola adatta a me.
Alla fine la sfangai e ricordo che traducevo direttamente dal latino al greco. Poi, esploso il 68 al liceo smisi di fatto di studiare e andavo per assemblee e manifestazioni. Ce n’erano tutti i giorni.
Nei favolosi anni 60 era complicato anche fare sport. Io impazzivo per il tennis e mio padre mi portò nel 62 all’impianto sportivo del Coni appena aperto dove la Sandonino una grande tennista di allora ci disse che era meglio per me fare un altro sport perchè il tennis era troppo oneroso e non ce lo potevamo permettere. Io rimasi come uno stronzo e a mio padre venne uno sbocco di sangue per la rabbia.
Passati 50 o 60 anni siamo tornati là. Anzi peggio, allora vi era una selezione di classe feroce basato sul censo e su un’idea di scuola gentiliana molto dura che sarebbe entrata in crisi di lì a poco,oggi non c’è vergogna anzi vanto a dire il Visconti come altri licei è solo per ricchi e senza negri e disabili. E’ il risultato di un processo pluridecennale di abbandono da parte della sinistra dell’uguaglianza e di tolleranza verso le parole d’ordine della competizione. Il Visconti è da anni che è così chi lo ha frequentato ha detto cose turche e oggi in maniera spudorata e sfacciata viene fuori il vero volto di una società sempre più crudele e diseguale .