MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA DI MACERATA: CHI SPERAVA NEGLI SCONTRI E’ RIMASTO FREGATO

DI LUCIO GIORDANO

Bisogna dire che a chi sperava in scontri e cariche della polizia  è andata male. Malissimo. Se ci pensate bene, quello di un corteo violento era il pericolo maggiore e il desiderio non troppo recondito di quelle forze politiche reazionarie, pronte a puntare il dito contro i centri sociali  e la sinistra bombarola. La manifestazione di ieri a Macerata contro il ‘ razzi-fascismo’ è stata invece allegra,  pacifica, colorata. Padri di famiglia e giovani: tutta la sinistra è scesa in piazza all’indomani dell’attentato terroristico di Luca Traini. Sì, attentato terristico. Giusto usare le parole esatte, in questi casi. Pensateci bene:  se un ‘lupo solitario’ dell’Isis avesse sparato all’impazzata come ha fatto l’ex candidato della lega Nord, nessuno avrebbe avuto remore ad utilizzare quella frase: attentato terroristico. Al contrario, nelle ore successive, si è provato a minimizzare la portata della tentata strage: il gesto di un folle. quattro spari in tutto, con feriti presi solo di striscio. No, quello che ha fatto Traini è abominevole. Poche storie. Non condannare quel gesto senza se e senza ma vuol dire diventarne automaticamente complici. Complici non lo sono certo i trentamila che  hanno sfilato per la città marchigiana, pronti a creare con determinazione un argine contro il fascismo crescente . Fenomeno  che tanti ‘diversamente intelligenti’ continuano a prendere sottogamba. Nossignori: il fascismo è tornato purtroppo a incunearsi nella pelle degli italiani. O forse non se n’era mai andato, inutile continuare ad essere ciechi. Bisogna stare in guardia, dunque.

La riuscita della manifestazione sta a dimostrare che  fortunatamente c’è un’Italia diversa, che non ragiona per compartimenti stagni e divide la gente in sole due categorie: i farabutti e le parole oneste. Chi ha sfilato ieri contro tutti i razzismi, da Fratoianni a Civati, dai dirigenti di Potere al Popolo a Gino Strada di Emergency, oltre a tanta gente comune, ha voluto sottolineare proprio questo. Le reazioni stizzite dei tanti contro, fa capire che l’obiettivo di questo corteo vietato ‘non si sa perchè’ da Minniti, e solo in un secondo tempo autorizzato,  è stato centrato. Forse pure per questo i tanti poveri di argomenti si sono attaccati come cozze allo scoglio degli slogan sulle foibe intonati da quattro idioti . Slogan immediatamente zittiti dalla piazza e che molti presenti al corteo giurano di non aver nemmeno sentito.

Insomma, dopo la giornata di ieri, c’è ancora speranza per questo Paese. C’è un’Italia civile che ha capito l’emergenza democratica che stiamo vivendo e alza la guardia contro la dirompente voglia di fascismo di moltissimi italiani. Ammettiamolo:   fino a qualche settimana fa non era così scontato. La giornata di ieri mette insomma in chiaro che sono in tanti a voler rialzare la testa dopo aver subito per anni gli insulti e gli irriguardosi attacchi fascio-leghisti. Certo, il cancro di un’ideologia sconfitta dalla storia è tutt’altro che battuto. I commenti sui social letti ieri  sono di una violenza verbale preoccupante. Gli estremisti di destra, del nord del centro e del sud hanno fatto proseliti, in questi anni. Un lavoro capillare il loro che, forse, senza l’attentato terroristico di una settimana fa a Macerata sarebbe stato portato a termine ben bene, proprio in vista delle elezioni del 4 marzo. Houston, abbiamo un problema.  Anzi, un problemone. Quantomeno, ora,  sono in molti ad esserne consapevoli. Senza la pistola di Traini, la maggioranza, complice,  si sarebbe voltata dall’altra parte. Adesso non più.