FAVINO: UN GRANDE ATTORE, UN GRANDE UOMO

DI MASSIMO WERTMULLER

Ieri tornavo da una replica dello spettacolo che sarà al teatro 7 da martedì prossimo” Come Cristo Comanda” di e con il mio caro amico Michele La Ginestra. Era tardi, e mi sono fatto tutta la Pontina con SanRemo alla radio. A un certo punto parte il monologo di Favino sugli extracomunitari. Ecco, vorrei qui rendere omaggio ad un grande attore, un collega che onora il nostro lavoro, uno di quelli che quando lo senti riacquisti fiducia nel nostro mestiere, nella sua nobiltà, spesso travolta dalla piccolezza dei meccanismi, dell’ambiente ,delle persone che lo compongono. Mentre fatichiamo a vivere il cinema, ma soprattutto la cultura in generale, come un ottimo investimento, un indotto di lavoro, per gli utili non solo pecuniari ma anche spirituali, c’è però una generazione, un po’ più giovane di me, ma di poco eh , che è fatta di bravi attori. Ma il mio complimento più grande va al senso di quello che Picchio ha recitato. Va al fatto che quel monologo è stato uno degli strumenti più efficaci per far capire non solo che non tutti quelli che sbarcano qui sono delinquenti, ma che una delle più gravi colpe di quella gente che scappa ,da chissà quale realtà, è quella di essere nati in un posto peggiore del nostro, di essere comunque più sfortunati di tanti di noi. E’ certamente un tema, quello degli sbarchi, da affrontare per risolverlo, però, e finalmente, alla radice, ma chi ieri non si è commosso, a lmeno un po’, al monologo di Favino, mi fa un po’ paura, è sicuramente nel torto, non mi è certamente simpatico, e aiuta a convincersi che l’empatia è una delle virtù che più mancano e più farebbero bene a questo mondo.