FILIPPO MIRAGLIA, LO STRANIERO NON È IL NEMICO

DI ARGYRIOS ARGIRIS PANAGOPOULOS

“Non possiamo lasciare le nostre piazze ai fascisti e l’egemonia alla destra xenofoba e razzista. Fare una manifestazione sabato 10 febbraio [ieri] a Macerata e il 24 febbraio a Roma contro il terrorismo fascista, l’islamofobia e il razzismo, consapevoli che abbiamo bisogno di una risposta politica e sociale a lungo termine e non solo per il giorno delle elezioni”, ha detto ad “Avgi” Filippo Miraglia, responsabile per l’immigrazione e vice presidente dell’organizzazione culturale e sociale ARCI, che ha circa 1,2 milioni di membri, e candidato con Liberi e Uguali.

-L’Italia è di fronte ad un clima pre-elettorale senza precedenti con protagonisti gli immigrati…
Il fatto che abbiamo le elezioni di fronte a noi ha peggiorato il già pesante clima del paese, perché la disperazione è spinta all’estremo. In Italia stiamo vivendo un clima di odio, rifiuto e risentimento non solo contro le persone provenienti da altri paesi, ma anche contro chi difende i principi della Costituzione.
A partire dall’immigrazione, l’accoglienza ed i problemi causati dalla presenza nel nostro paese di persone provenienti da altri paesi la destra e l’estrema destra sono riuscite a costruire un ampio consenso, grazie al fatto che non avevano un avversario unito che ha difeso i principi della democrazia con la stessa determinazione, lo stessa modalità e argomenti condivisi di fronte agli arroganti attacchi contro i nostri principi costituzionali.
Le posizioni razziste e le prediche di odio hanno avuto una vasta copertura dai media, dalla televisione e dai giornali. Ripetendo continuamente lo stesso concetto, che la disoccupazione è colpa degli immigranti, il peggioramento della sanità e l’istruzione è colpa degli immigrati, i problemi della sicurezza e la criminalità nelle nostre strade sono colpa dei migranti, la povertà è colpa degli immigrati. Tutte queste cose sono ripetute da tutte le reti unificate e dai giornali e trovano eco in varie organizzazioni, come la Lega Nord, che si è trasformata da un partito populista ad un punto di riferimento per molti movimenti e organizzazioni neofasciste. La loro enorme esposizione mediatica rende più facile per loro costruire consenso e aumentare i loro seguaci, e quindi creare un clima politico e sociale avvelenato.

-La Lega del Nord e i gruppi di estrema destra e dei fascisti sono oltre il 25%, una percentuale che può far invidia perfino alla signora Le Pen …
A questi vorrei aggiungere anche il Movimento Cinque Stelle, anche se alcuni tendono a considerarlo un populismo “buono”. Credo che il M5S sia molto pericoloso perché usa una terminologia ed un comportamento puramente razzisti nei confronti di gruppi stranieri e minoritari, come i rom. A questo proposito, hanno le idee chiare, come ha espresso ripetutamente il loro mentore Beppe Grillo.
Abbiamo bisogno di un grande forza di Sinistra, pluralista e aperta, che possa ottenere consenso nel campo dei diritti. Possiamo dire che vogliamo cambiamenti nei rapporti di lavoro, contro il deterioramento della sanità pubblica e dell’istruzione, i problemi delle banche, ma non basta. Dobbiamo affrontare e combattere la destra sul suo campo, il razzismo, la xenofobia e il fascismo.
Non possiamo continuare a dire che ce l’hanno con gli immigrati e che l’avversario è il governo perché ha rafforzato il precariato. Non potremo convincere i lavoratori. Dobbiamo dire che “lo straniero non è il tuo nemico”. Dobbiamo rafforzare nella gente l’idea di giustizia e uguaglianza, idee che si sono perse. Se proviamo a spiegare che l’Europa non è il nostro nemico non è abbastanza.

-I corpi intermedi della società e della rappresentazione, i sindacati, le organizzazioni sociali, come ARCI di cui è vice presidente, hanno fatto dietrofront e hanno ritirato il loro sostegno alla manifestazione di sabato? Quale messaggio hanno dato alla società democratica italiana?
Le difficoltà che affronta la Sinistra a livello politico si manifestano sia a livello sociale che nelle sue principali organizzazioni. Non possiamo negarlo. Siamo di fronte a contraddizioni e limitazioni che costituiscono le contraddizioni e i confini della leadership del paese. Ecco perché siamo a questo punto.
L’ANPI ha avviato un processo per una risposta organizzata al neofascismo al fine di avere al suo fianco le istituzioni. Quando il sindaco di Macerata ha detto che non vuole le manifestazioni nella sua città l’ANPI ha fatto indietro trascinando anche le altre grandi organizzazioni, come la Cgil, l’ARCI e Libera. Ora stiamo cercando di limitare questa immagine negativa. Alcune parti di queste organizzazioni, tuttavia, hanno affermato che sarebbero state coinvolte a livello individuale nella manifestazione di sabato.

-Come uscirà l’Italia dalla crisi?
Abbiamo bisogno di una strategia a lungo termine. Questo è il motivo per cui ho accettato di candidarmi nelle liste di Liberi e Uguali , credendo che possiamo costruire una forza di Sinistra su una base solida, pluralista e unitaria. Non è qualcosa che avviene immediatamente, ci vuole tempo per riacquistare i rapporti con le periferie, le vittime della crisi, che ti daranno l’opportunità di avere un peso negli equilibri e nella direzione politica del paese. Dobbiamo recuperare la perduta egemonia nei nostri rapporti con la società, la gente e i suoi problemi. Oggi l’egemonia ce l’ha la Destra e ci vuole molto lavoro per invertire il clima.

-Perché sabato è stato a Macerata?
Perché non possiamo mettere la democrazia e il fascismo allo stesso livello, come ha fatto il ministro dell’Interno e il sindaco di Macerata, che ha messo il fascismo e l’anti-fascismo sullo stesso livello.
L’antifascismo rimane il nostro principio costituzionale che tutti dobbiamo riconoscere. I fascisti non devono solo uscire dalla Storia ma anche dall’ambiente sociale. Non possiamo permettere che i fascisti facciano manifestazioni. È un grave errore che siano state accettate
le liste elettorali di CasaPound alle elezioni, perché insieme a Forza Nuova sono direttamente ispirate dal fascismo, che è vietato dalla costituzione.
Sabato, la democrazia riempirà Macerata. Non possiamo lasciare le nostre piazze vuote o peggio ancora nelle mani dei fascisti.

-L’ANPI inizierà a raccogliere le firme per organizzare un referendum popolare per bandire le organizzazioni fasciste…
Sono a favore di questa iniziativa. Nessuno vuole proibire alla Destra di esprimere le proprie opinioni. Essere fascista è qualcosa di diverso. Il fascismo non può avere lo stesso diritto di prendere parte alla democrazia perché è l’esatto opposto della democrazia. Il fascismo è nato in Italia e sappiamo che dobbiamo fermarlo. Abbiamo avuto per venti anni una dittatura fascista che ci ha portato a una guerra devastante. La Storia non si deve ripetere. Ecco perché non dovremmo lasciare di nuovo spazio al fascismo, sapendo che solo la partecipazione della gente e la partecipazione dei giovani possono fermarlo.

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L’intervista ad Argiris Panagopoulos è stata pubblicata sul quotidiano di SYRIZA “Avgi”, domenica 11 Febbraio 2018.