QUANDO SALVINI CHIEDEVA AIUTO AGLI ISLAMICI ITALIANI

DI LUCA SOLDI

 

Chiusura di tutti i centri culturali islamici. A prometterlo è il leader della Lega Matteo Salvini con una nota diffusa dalla Lega umbra, che poi però viene corretta dall’ufficio stampa del segretario precisando che l’impegno, nel caso il suo partito vada al governo, è di mettere i sigilli solo ai luoghi illegali e soprattutto quelli che “alterano i principi fondamentali come legalità e trasparenza”. Non condivisibile ma coerente potrebbero dire in più di uno ed invece…
Ed invece passano gli anni e scavando un poco ci si accorge che le idee sono cambiate.
Come per i fondi alla Lega, come per le campagne contro i terroni ci si accorge che un tempo, pure Salvini, anche con gli islamici la pensava in ben altri modi.

Accadeva infatti che il leader leghista bramava i voti e fondi degli islamici, dimenticandosi, per qualche tempo, di certe paure.
Precisamente, ben diciassette anni addietro, accadde che Salvini si presentò ad un incontro con la comunità islamica della moschea milanese di via Padova 144, a chiedere aiuto.

L’occasione era arrivata dal rinnovo del Consiglio Comunale di Milano e la rielezione dell’allora consigliere uscente Salvini. Un semplice incontro elettorale con le realtà del territorio, insomma, dove il futuro leader della Lega era andato a chiedere sostegno e presumibilmente tanti voti.

A riportare alla luce la notizia, un attivista musulmano e coordinatore dal 2011 al 2016 del CAIM, il Coordinamento delle Associazioni islamiche del capoluogo lombardo, Davide Picardo che in polemica con il leader leghista dopo alcuni attacchi alle comunità islamiche in Italia, si chiedeva in un post su Facebook “cosa ci facesse Matteo Salvini in via Padova 144 in quella che chiamerebbe una moschea abusiva da abbattere con una ruspa, in compagnia di Gueddouda Boubakeur (esponente di primissimo piano di molte delle associazioni nel mirino oggi e parlamentare in Algeria di un partito di ispirazione islamica) di Abdelwahab Ciccarello, dirigente di Islamic Relief e Abdullah Tchina imam di via Padova, della Moschea Mariam e fondatore del CAIM – Coordinamento Associazioni Islamiche di Milano e Monza e Brianza. Salvini – spiegava Picardo chiudendo il post – era in campagna elettorale e chiedeva voti”.

Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi in cui Salvini chiedeva la chiusura dei centri islamici la foto è tornata a girare sulle bacheche degli utenti, contando su centinaia di condivisioni e post dove si accusa il leghista di aver sostituito ai ‘terroni’, nemici di un tempo ma ora potenziali elettori, i musulmani, al solo scopo di attirare voti.
I voti non hanno nessun colore e poi, in fondo, per alimentare paure ed odio qualcuno fra neri, rom, meridionali, ebrei, arabi, cinesi, handicappati, barboni, comunisti o peggio devoti a Papa Francesco, si trova sempre.
Il campionario è vasto ma, a non tenere bene il conto, capita a volte, di fare un po’ di confusione.