IO, ADDETTO STAMPA POLITICO

DI GABRIELE BOJANO

Risale alla notte dei tempi la mia militanza come addetto stampa di politici e deduco quindi che il reato sia per fortuna andato in prescrizione. Dunque, era il 1990 quando accettai di seguire la campagna elettorale di un aspirante consigliere regionale schierato all’epoca nel partito più forte in provincia di Salerno. Lui era un tipo che faceva il piacione con tutti, sempre sorridente e alla mano. Ricordo che riceveva i suoi sostenitori a casa, appena sveglio, in ciabatte e pigiama, e che aveva intorno a se’ tutta una corte dei miracoli servile e riverente. Fu un mese o poco più di lavoro massacrante: gli facevo non solo i comunicati e la rassegna stampa ma anche i testi dei comizi che teneva in giro per il Salernitano, dal Vallo di Diano all’Agro Nocerino, debitamente accompagnato dal sottoscritto. Alla fine dell’avventura ricevetti una busta con un milione di vecchie lire. Nel 1994 invece divenni responsabile della comunicazione di un senatore del centro destra. Persona molto sicura di se’, un po’ boriosa, che intratteneva ottimi rapporti con il mondo dell’informazione. A tal punto che decisi di rinunciare all’incarico: i soldi che mi dava, 800 mila lire al mese, mi sembrava di rubarli visto che lui mi precedeva in ogni iniziativa. L’ultimo “ingaggio” fu qualche tempo dopo per un neofita della politica, uno stimato professionista che non sapeva da che parte cominciare. Gli diedi una mano a titolo gratuito, limitandomi a scrivergli qualche comunicato. Andò bene: divenne deputato e in segno di gratitudine mi regalò una penna di marca che non ricordo neppure dove ho messo. Ecco, la mia esperienza di addetto stampa dei politici è tutta qui. Poca? Tanta ? Chissà …Una decina di anni fa un assessore regionale voleva darmi il doppio dello stipendio se avessi accettato di curargli la comunicazione. Non ci pensai neanche un attimo e dissi di no. Non me ne sono mai pentito