ATTACCHI LA DESTRA? FACEBOOK TI BANNA

DI MARTA ECCA

Ci sono temi che fanno emergere tutto il sottobosco culturale del Paese. Quel malumore latente, rabbioso, che il 4 marzo si tradurrà in voto. E che voto.
Sottobosco intercettato da chi a destra se ne nutre da un pezzo, e anche da chi negli ultimi anni ha capito che una certa contrapposizione di bisogni e difficoltà porta consenso, anche se a quei bisogni non dai risposte. Basta fingere di ascoltare le domande.
E’ un sottobosco culturale che, a causa dei temi a cui dedico il mio attivismo, incrocio spesso. Ci guardiamo in faccia, anche se io ce la metto sempre (pagandone il prezzo) e loro no. Ma so che è nera. Di quel nero pece dalle braccia tese e dal mein kampf sul comodino, quando sanno leggere.
Non fatevi fregare da chi veste verde padano o giallo stellato, sempre nero è quando le posizioni politiche sono alimentate da intolleranza che genera odio.
Ho imparato a temerlo il giusto, quel sottobosco, perchè continua a far male e al peggio non ci si abitua mai.
Non sarà l’ennesima ondata di insulti e la segnalazione a un mio post di denuncia della violenza subita a far desistere i tanti che in queste ore hanno fatto scudo, proteggendomi nel senso più genuino e reale del termine. Sono i tanti che hanno invaso le strade di Macerata, marea buona antifascista che a Pamela ci ha pensato per davvero, a differenza di chi ne strumentalizza il corpo salvo poi augurare la medesima fine a chi crede in un’Italia migliore, democratica, laica e accogliente.
Italia che comprende anche gli italiani senza cittadinanza che ieri uno dei principali esponenti del primo partito del Paese ha definito “non prioritari”.

Certo all’Italia migliore sarebbe d’aiuto una policy democratica e intelligente, equa, dei social network, che non censuri chi fa da megafono anche per chi non ha voce e in contemporanea lascia impuniti gli odiatori seriali.

Intanto, grazie a chi ha fatto un gran casino per far sì che Facebook rimediasse all’errore, se così vogliamo chiamarlo.
Un grazie speciale a Fabio Nacchio Nastri e Cathy La Torre, siete stati preziosi.

La censura che si somma alla violenza che si denuncia non solo è insensata ma offende nel profondo.