LOURDES – LA STORIA DI UN “MIRACOLO” CUI LA CHIESA HA DETTO SI

DI RENATA BUONAIUTO

L’11 febbraio il vescovo di Beauvais, monsignor Jacques Benoit-Gonin, ha comunicato ufficialmente che la guarigione di Suor Bernadette Moriau è da ascriversi come “miracolosa”.
Giungono così a quota 70 “i miracoli” avvenuti a Lourdes, ma fermiamoci un attimo e ripercorriamo la vita di questa donna.
Suor Bernadette Moriau, nasce nel Nord della Francia nel 1939, a soli 27 anni, comincia a soffrire di dolori lombari. La diagnosi lesione multi-lacerata delle radici lombari e sacrale, comunemente nota come sindrome dell’equiseto, una patologia grave che se non trattata porta all’invalidità.
Bernadette , si sottopone a tutte le cure che il suo medico le indica. Per 4 volte, viene operata al fine di ridurre la compressione del midollo ma, ben presto le sue condizioni le impediscono di proseguire il suo lavoro d’infermiera, fino a crearle serie difficoltà nella deambulazione.
Nel 1987, la disabilità diventa definitiva, forse per questo il suo medico le propone un pellegrinaggio diocesano a Lourdes, dal 3 al 7 Luglio 2008. Anche lui è stanco di veder la sua paziente soffrire, spera che Lourdes possa almeno darle la forza di rispettare il disegno che Dio, le ha riservato.
Ed è con questo spirito che Bernadette, con alcune consorelle, parte. Durante la visita alla “grotta”non chiede nulla. Parte con gioia, emozione ma non prega dinanzi quella “mistica” Grotta per ottenere la guarigione. Cerca solo la Comunicazione Eucaristica, la vicinanza della Madonna, perché il suo cammino sia sempre nel rispetto della Volontà Divina. Ed è proprio questo quello che avviene, sente forte vicino a se la presenza di Maria della piccola Bernadette. Quando rientra a Bresles, la sua invalidà è ancora con lei, ma una nuova serenità l’accompagna.
L’11 luglio è la giornata di comunione con Lourdes ed anche Bernadette, si pone in adorazione. Terminate le preghiere, rientra nella sua camera ma, qualcosa sta accadendo. Viene chiamata a togliere il corsetto, la stecca dalla gamba, il neuro stimolatore. Ubbidisce, come sempre.
Inizia a camminare, chiama le consorelle, il miracolo è compiuto.
Il medico verifica la guarigione e suggerisce di presentare l’incartamento all’International Medical Bureau di Lourdes. Inizia la pratica per il riconoscimento e la qualificazione del miracolo. La procedura ha tempi lunghissimi. Con un solo voto contrario, dopo 10 anni la guarigione di suor Bernadette Moriau, viene dichiarata: “di carattere prodigioso, miracoloso…un segno dato da Dio, per intercessione di Nostra Signora di Lourdes”.
Arrivano così ad 8 le guarigioni che riguardano gli italiani, 56 quelle francesi, 3 belgi ed una per tedeschi, austriaci e svizzeri. Il primo risale al 1 marzo 1858, 17 giorni dopo la prima apparizione, fu guarita Catherine Latapie, una donna di 38 anni, che abitava a pochi chilometri da Lourdes, l’ultima, prima di Bernadette, Danila Castelli di Bereguardo, in provincia di Pavia, che ancora oggi durante i convegni dell’UNITALSI, racconta la sua “meravigliosa” storia.
A seguire queste “guarigioni” un ex politico Alessandro De Franciscis, presidente della provincia di Caserta, deputato dal 2001 al 2006, ma prima di tutto medico pediatra. Nel giugno del 2008, riceve una comunicazione dal vescovo di Tarbes-Lourdes, monsignor Jacques Perrier, persona a lui sconosciuta. Gli chiede se è interessato a prender servizio al Bureau. All’inizio pensa ad uno scherzo, chiede un periodo di riflessione ma, forse anche questa è una “chiamata” e Alessandro accetta.
Il suo, come per gli altri collaboratori, è un lavoro meramente scientifico,sono accettati tutti i consulti medici anche da atei. Si parte dai criteri stabiliti nel 1700, dal cardinale Prospero Lambertini, la guarigione deve essere istantanea, completa e durevole nel tempo. Al momento ci sono oltre 7500 casi di guarigioni inspiegate. Questi vengono successivamente sottoposti al giudizio del Comitato medico internazionale di Lourdes. Una volta all’anno 27 medici, scelti dal vescovo e con differenti specializzazioni, riesaminano i casi approvati dal Bureau e con scrutinio segreto, votano. Deve esserci almeno un’approvazione dei due terzi dei presenti perché possa essere indicata come “guarigione miracolosa”. Poi la comunicazione viene inviata al vescovo, della diocesi dove risiede la persona guarita e sarà solo lui a decidere se renderla pubblica.
Ad oggi le segnalazioni oscillano intorno alle centinaia all’anno, ma molte si perdono per mancanza di approfondimenti. Mentre un tempo i pellegrinaggi erano organizzati e quindi queste segnalazioni trovavano riscontro in maniera più agevole, adesso spesso gli ammalati vengono personalmente e poterli dopo seguire diventa molto più complesso.
Certo è che Bernadette Moriau, dopo anni, di sofferenze adesso cammina liberamente nel suo convento, aiuta le consorelle e testimonia con sempre maggior fede la presenza, la forza e l’amore di Dio. Un miracolo per lei ma, chissà forse anche per tutti noi che in questa “storia” possiamo ritrovare nuovamente la speranza e la forza di credere.