MEDIASET PAGA 27MLN A BIANCHI. DI BATTISTA ATTACCA BERLUSCONI CHE LO QUERELA

DI MARINA POMANTE

La storia di un’intercettazione della Guardia di Finanza del 24 febbraio 2015 raccontata con un’esclusiva, dai giornalisti Giuseppe Pipitone e Giovanna Trinchella su: FqMilleniuM, il mensile diretto da Pietro Gomez, nell’ambito di una serie di inchieste sulla politica e sulle prossime elezioni del 4 marzo, vede un risvolto inedito legato a Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi.
L’inchiesta, infatti, è partita dai pagamenti erogati per 14 anni fino al 2013 da Pubblitalia, per un totale di ben 27 milioni di euro con pagamenti mensili da 158 mila euro ad Alberto Bianchi, che risulta indagato per appropriazione indebita.
Il denaro è giustificato come provvigione (e con relativa fatturazione) per la vendita degli spazi pubblicitari per le reti Mediaset. Però dall’indagine è stato evidenziato che Alberto Bianchi, non ha mai portato nessun cliente al “Biscione”, come testimoniato dai funzionari della concessionaria.
Quindi è da queste incongruenze che si è cercato di far chiarezza sulla natura di quei soldi dati a titolo di pagamento.
Nelle intercettazioni si sente la voce di Alberto Maria Salvatore Bianchi, amico di Berlusconi e Dell’Utri, che mentre parla con un interlocutore dice: “Sai fino a quando mi pagheranno? Fin quando c’è vivo Dell’Utri. Quando muore Dell’Utri non mi pagano più. Perché la loro paura è che io vada a cantare le canzoni di Dell’Utri e di lui con la mafia”…
I Pm Mauro Clerici e Giordano Baggio, hanno chiesto l’archiviazione nei riguardi di Silvio Berlusconi, perché non risulta o per lo meno non ci sono prove, che sia stato lui l’artefice dei pagamenti. Però le intercettazioni parlano chiaro, Bianchi dice di aver ricevuto bonifici milionari in cambio del silenzio sui rapporti tra dell’Utri e la mafia e tale assunto viene più volte ribadito. Sempre dalle intercettazioni si sente Bianchi alterato che parlando di se in terza persona dice: ”…Sa che Bianchi può diventare un grande problema se non lo paga. Io non ho paura, deve avere più paura lui di me che io di lui” e poi dopo che l’azienda interrompe i pagamenti in seguito all’apertura dell’inchiesta, Bianchi dice nella conversazione del 24 febbraio 2015: “Loro hanno paura a pagarmi, dovrebbero avere più paura a non pagarmi. La mia disgrazia è che Dell’Utri sta morendo”. (Marcello Dell’Utri è già in carcere a Parma con l’accusa di concorso esterno a Cosa nostra).
Le cose che potrebbe raccontare Alberto Bianchi, perché mai dovrebbero far preoccupare qualcuno se L’ex senatore Dell’Utri è già a scontare la pena, dopo la condanna in via definitiva? Forse conosce particolari e fatti inediti sui rapporti tra Mafia e l’ex senatore, non emersi nell’indagine? Ma soprattutto, quando dice: “lui”, quel “lui con la mafia”, a chi si riferisce, Parla sempre di Dell’Utri oppure di Berlusconi?
Interrogativi questi, che al momento non trovano risposta e le risposte può riferircele solo Bianchi.

Hanno provato ad arrivare alla soluzione proprio i giornalisti di Fq MilleniuM, che sono andati ad intervistarlo in esclusiva, presso la sua abitazione di Milano, ma l’unica cosa che hanno saputo da Bianchi, prima che li cacciasse di casa, è stato il racconto delle sue speculazioni sbagliate, a giustificazione della modesta casa.
Bianchi, l’amico di vecchia data di Berlusconi e Dell’Utri (i tre si conoscono dai tempi dell’Università a Milano) ha però rivelato un particolare inedito su Vittorio Mangano, lo “stalliere” mafioso impiegato nella residenza di Berlusconi negli anni ’70. Ad Arcore capirono che Mangano era un delinquente quando a causa di una festa in villa durata fino a notte fonda, un vicino di casa protestò. e Mangano andò da Berlusconi dicendogli: “Dottore, se vuole lo brucio a lui e a tutta la sua famiglia, compresa la villa accanto. Così impara a gridare”. Berlusconi si preoccupò e si spaventò e disse: “Questo qui è matto”.
Sempre come affermato da Bianchi, successivamente, Mangano avrebbe minacciato direttamente Silvio Berlusconi. lo chiamò al telefono e gli disse: “se non mi dai tre miliardi ti rapisco tuo figlio Dudi”. Riferendosi a Piersilvio.

L’Attacco politico e la conseguente querela, riguardano Alessandro Di Battista, esponente di rilievo del Movimento 5 Stelle. Di Battista infatti ha dichiarato: “In un Paese normale, Berlusconi non starebbe in una villa lussuosa ma a San Vittore, Rebibbia o Regina Coeli”, “Con i pagamenti a Cosa Nostra Berlusconi ha rafforzato quell’organizzazione criminale che ha fatto saltare in aria giudici come Falcone e Borsellino. E poi si vantano di fare la lotta alla mafia”.
Nel corso di questa affermazione rivolta alla platea dei convenuti, altri esponenti del M5s hanno dato lettura a diversi passaggi della sentenza definitiva di Dell’Utri, dove Berlusconi è più volte chiamato in causa.
Poi Di Battista a continuato: “Non avrei mai pensato di venire ad Arcore per riportare quello che il sistema mediatico ha smesso di fare. Un popolo che non ricorda è un popolo di schiavi. Si può scegliere di votare il M5S o meno, ma non si può votare chi ha pagato Cosa nostra. E se i cittadini italiani fossero adeguatamente informati nessuno voterebbe un soggetto esperto di illegalità, che in un paese normale non starebbe in una villa con giardino lussuoso ma in carcere”. Il leader pentastellato ha anche parlato della storia della tenuta di Berlusconi, acquistata dalla marchesina Anna Maria Casati Stampa: “Metto in guardia sulla pericolosità sociale di Berlusconi, Grazie a questa villa Berlusconi è riuscito a ottenere un prestito in Banca Cariplo per 7,3 miliardi di lire: l’impero l’ha iniziato anche a costruire raggirando una minorenne orfana. Questo è il soggetto”.
Silvio Berlusconi ha naturalmente replicato ed ha detto: “Ci sono già state, su queste vicende, sentenze e archiviazioni dopo anni di indagini. Sono cose senza fondamento. Ho già dato mandato ai miei legali di procedere nelle sedi opportune”.
Anche Di Battista, ha replicato su twitter: “Che brutta fine la sua, una vita passata a scappare dai tribunali e ora vuole portare in tribunale un cittadino incensurato come me che ho solo detto la verità? Quereli pure, lei ha pagato Cosa Nostra, si vergogni, punto”.