ARRIVA L’HOME POD, LA RIVOLUZIONE DELLA RIPRODUZIONE MUSICALE DOMESTICA

DI MASSIMO LUPI

La rivoluzione della musica tra le mura domestiche per Apple ha un nome: Homepod. Lo speaker intelligente disponibile dal 9 febbraio nelle case degli utenti di lingua anglofona, Stati Uniti, UK e Australia. Ma cos’è veramente questo diffusore? Realmente il capostipite di un nuovo concetto di fruizione audio o solo marketing? Siamo tutti ben consapevoli che è il “Dio Mercato” a sancire la fortuna o la morte di un formato e non la sua qualità tecnica intrinseca. Nel tempo molteplici sono stati gli esempi in tal senso. Oggi è lapalissiano come sia andata a stravolgersi la modalità di ascolto dei contenuti in ambito musicale. Si è passati alla rivoluzione digitale dagli anni Ottanta con l’avvento del CD, quel minuscolo – per l’epoca – dischetto di 12cm che improvvisamente aveva reso un reperto paleozoico il nostro caro – e intramontabile – vinile. Nasceva una nuova era. Soltanto il primo passo nel dominio del digitale, un cammino che arriva ai nostri giorni, caratterizzati dal graduale abbandono del supporto fisico, a favore dell’impetuosa avanzata del “nuovo”, caratterizzato dal download dei contenuti, a sua volta soppiantato dallo streaming. Ne sono dimostrazione le crescenti piattaforme in abbonamento. Un radicale cambiamento dei mezzi di riproduzione al servizio delle masse di utenti. A breve i tradizionali impianti stereofonici a componenti separate potrebbero essere sacrificati sull’altare della praticità e della semplicità d’utilizzo (a scapito della qualità) divenendo col passare del tempo animali quasi in via d’estinzione, soppiantati da dispositivi nei quali a farla da padrone è l’ormai onnipresente parola magica “SMART”, nel cui nome tutto inesorabilmente si ri-converte. La visione “tradizionalista” dei cultori dell’ascolto senza compromessi è forse destinata ad un mercato sempre più elitario, appannaggio di coloro che sono disposti ad investire risorse economiche ingenti in elettroniche d’elevata caratura e al contempo, particolare di pari rilevanza, collocate in un ambiente d’ascolto del tutto idoneo al loro sfruttamento. Invece la grande utenza, “massa critica” generatrice della richiesta sensibile che orienta e forma le strategie di mercato, è quella alla quale si indirizza tale tipologia di prodotto, in quanto contestualizzata in una lifestyle che definire “mordi e fuggi” non è esagerato, ripiegata suo malgrado su esigenze e aspettative che vengono soddisfatte da prodotti user friendly plasmati ad hoc per lo scopo. Apple, azienda da sempre creatrice di nuovi paradigmi di marketing e nuove tendenze, dopo una lunga e travagliata gestazione durata più di sei anni, presenta sul palcoscenico HomePod, il suo speaker intelligente. Un concentrato di tecnologia che in poco meno di 18cm d’altezza e due chili e mezzo di peso è chiamato a inaugurare un cambiamento, impresa a suo tempo riuscita in quel lontano 23 ottobre 2001 allorquando Steve Jobs presentò al mondo l’iPod destinato a rivoluzionare il concetto di musica in mobilità. Secondo l’azienda capitanata da Tim Cook, l’HomePod sarà il diffusore che detterà nuove regole nella fruizione casalinga dei contenuti musicali. Ma cos’è uno Smart speaker? In estrema sintesi piccole casse intelligenti e supertecnologiche, una gamma di dispositivi da casa equipaggiati con un assistente virtuale in grado di concretizzare l’Internet delle cose, ossia l’estensione del web al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti, dunque l’automazione anche da remoto, di ogni componente compatibile all’interno delle nostre abitazioni. Ciò ci consente ad esempio di accendere e spegnere le luci con un semplice comando vocale, oppure attivare il climatizzatore indipendentemente da dove possiamo trovarci, utilizzando semplicemente il nostro smartphone, a patto che ogni singolo componente sia collegato alla nostra rete wi-fi domestica. Ma non solo, anche ovviamente riproduttori musicali integrati con le tante piattaforme di streaming audio. L’HomePod viene definito quasi da tutti uno dei migliori speaker in assoluto per quanto riguarda la qualità musicale, probabilmente il migliore del segmento, rimangono invece dei dubbi sulle funzioni e le capacità dell’assistente vocale della Mela morsicata, Siri, che rispetto ad altri competitor come Amazon Alexa, Google Assistant e Microsoft Cortana sembra avere qualche difficoltà nella corretta esecuzione di quanto gli viene impartito, palesando un maggiore margine d’errore. Pertanto è verosimile che il potenziale acquirente troverà indubbiamente soddisfazione qualora sia alla ricerca di un riproduttore musicale di qualità che possa anche avere funzioni Smart e non il contrario. Nello specifico grazie a Siri, HomePod può inviare messaggi, impostare un timer, riprodurre un podcast, controllare le news, gli eventi sportivi, il traffico e il meteo, e anche gestire un’ampia gamma di accessori HomeKit. Proprio con il supporto per HomeKit, HomePod può gestire a piacimento accessori di domotica e controllarli contemporaneamente. Con accesso remoto e automazioni, lo speaker diventa un hub per la casa e può accendere le luci, aprire le tende, impostare la temperatura desiderata e tanto altro. Inoltre, grazie a SiriKit, HomePod supporta app di terze parti per l’invio di messaggi (ad esempio, gli utenti possono chiedere a Siri di mandare un messaggio in app come WhatsApp). Le app per impostare promemoria, prendere appunti o annotare elenchi di attività, come Things e Evernote, funzionano automaticamente con HomePod, quindi Siri può impostare avvisi, creare elenchi, contrassegnare le attività come completate o creare e modificare appunti. Forse l’aspetto più interessante a livello hardware. Sono implementate varie tecnologie audio sviluppate da Apple per merito delle quali HomePod utilizza software evoluti per il modeling acustic in tempo reale, il beamforming audio, l’annullamento dell’eco e non solo. Il tutto gestito dal chip A8 di Apple (quello dell’iPhone 6 per intenderci). Grazie alla percezione spaziale, il dispositivo regola l’audio in base alla stanza in cui si trova. Lo speaker integra un woofer di grandi dimensioni, progettato da Apple per bassi nitidi e profondi, un insieme di ben sette tweeter beamforming per i suoni ad alta frequenza nonché controllo direzionale e una serie di tecnologie integrate per preservare la purezza e la varietà delle registrazioni originali. Grazie ai sei microfoni, riesce a sentire se l’utente pronuncia “Ehi Siri” anche dall’altra parte della stanza, anche con la musica ad alto volume. Ciononostante la configurazione è molto intuitiva e ricorda quella degli auricolari AirPods, infatti è sufficente tenere un dispositivo con sistema operativo iOS (dunque iPhone, iPad o iPod) vicino a HomePod e in pochi secondi il dispositivo sarà pronto a riprodurre la musica dell’utente. Inoltre controlli touch integrati sulla parte superiore ne facilitano ulteriormente l’utilizzo. Allo stato manca ancora il supporto multi-room che Apple fa sapere arriverà entro fine anno. Tale funzionalità consentirà agli utenti di ascoltare musica sincronizzata in tutte le stanze della casa. Se HomePod è in cucina, i clienti possono chiedere a Siri di riprodurre musica jazz in soggiorno o di avviare lo stesso brano in tutte le stanze. Se ci sono più dispositivi HomePod nella stessa stanza, è possibile creare un’atmosfera ancora più immersiva abbinandoli in stereofonia. Il nome della funzione di abbinamento di due HomePod è FullRoom. Caratteristica già conosciuta in diversi prodotti di brand attenti alla riproduzione acustica, primo tra tutti Sonos, azienda leader del settore, ma nel caso di specie Apple afferma che l’esperienza d’ascolto in tale modalità non soltanto risulta simile alla combinazione stereofonica tradizionale ma, secondo Cupertino, si addiviene a risultati migliori in termini di spazialità, di propagazione e immersione sonica. In pratica ogni singolo HomePod indirizza il sonoro ottimizzandolo in base alla stanza in cui si trova, pertanto quando ne vengono abbinati due nella stessa questi automaticamente si rilevano bilanciando la riproduzione/equalizzazione audio con risultati sorprendenti rispetto a una coppia di speaker stereo tradizionali. Il dispositivo potrà inoltre tramettere musica streaming tramite Apple Music incorporata senza limite di un singolo dispositivo: in pratica, si può ascoltare Apple Music su iPhone e su HomePod (associato allo stesso account) senza problemi. HomePod è quindi l’unico dispositivo Apple che può far ascoltare Apple Music, anche se lo streaming è in riproduzione su un altro device. HomePod è compatibile con iPhone 5s e modelli successivi, iPad Pro, iPad Air e modelli successivi, iPad mini 2 e modelli successivi e iPod touch (sesta generazione) con installato iOS 11.2.5 o versioni successive. A questo punto vedremo se il dispositivo in vendita negli States a 349 dollari cadauno saprà farsi strada in un mercato dalle enormi prospettive di sviluppo. Ultimo arrivato, ma con le carte in regola almeno sul versante audio. Certo il target di riferimento è praticamente esclusivo di chi vive nell’ecosistema Apple, che con questo si completa ulteriormente. Come ogni altro prodotto dell’azienda di Cupertino è assolutamente “end to end”, chiuso, anzi blindato. Filosofia che da sempre contraddistingue la Mela morsicata, punto irremovibile del suo padre/guru fondatore Steve Jobs. Perché è solo così che è possibile garantire un firmware che possa far dialogare al meglio hardware e software raggiungendo l’integrazione assoluta. O questo si accetta oppure si rivolge l’attenzione altrove. HomePod sarà disponibile in Francia e Germania nella prossima primavera. Nessuna notizia al momento sulla disponibilità in Italia, anche se la curiosità cresce… Ma come sempre saranno le nostre orecchie a decidere se tutto quello che è stato detto sarà o meno di nostra soddisfazione.

 

Nessun testo alternativo automatico disponibile.