BUFALA FRECCIAROSSA. PERICOLOSISSIMO SOFFIARE SUL FUOCO DELL’INTOLLERANZA

DI ENRICO ROSSI

Il razzismo ad alta velocità.
Ieri un post ha avuto più di 75mila condivisioni e decine di migliaia di “mi piace”. La foto ritrae un ragazzo (forse) africano su un Frecciarossa con un telefono di ultima generazione, descritto come senza soldi, senza documenti, senza biglietto. Tutto falso. L’uomo era in possesso del biglietto e aveva solo sbagliato posto. Un’enorme bufala che ha ulteriormente soffiato sul fuoco del razzismo e dell’intolleranza. In questi mesi abbiamo assistito alla criminalizzazione delle ONG, al blocco dei migranti nelle carceri libiche, alla delegittimazione dell’integrazione e dell’accoglienza, all’affondamento dello ius soli. Il Pew Research Institute ci dice che il 53% degli italiani pensa che gli stranieri contribuiscano a rendere il nostro paese un posto peggiore. Su questo siamo i primi in Europa.

E anche sul fronte dei reati d’odio non stiamo affatto bene: siamo passati dai 71 del 2012 a quota 800 nel 2016.

Nonostante la presenza degli stranieri nel nostro paese non sia superiore a quella che si registra in Francia e Gran Bretagna. L’Italia appare come un paese sempre più razzista. E la politicizzazione del razzismo porta consensi elettorali e forti ascolti in tv. Questo impedisce che il dibattito pubblico si sviluppi attorno alle questioni reali: il diffuso disagio sociale, la povertà, le insicurezze generate dalla crisi economica. Una responsabilità che la politica condivide con buona parte del sistema dei media che, quotidianamente, tende ad alimentare lo scontro e a non farci capire la sostanza delle cose. Invece i problemi vanno affrontati con serietà, senza cercare capri espiatori e finte soluzioni.

Alle persone bisogna dire la verità: cacciando 600mila persone dal nostro territorio non aumenteremo le pensioni o miglioreremo le opportunità di lavoro per i giovani. Per affrontare la questione sociale sono altre le scelte da fare: ridistribuire la ricchezza, rilanciare la sanità pubblica, costruire un piano per il lavoro dei giovani, investire su scuola, ricerca e difesa del suolo, colpire l’evasione e l’elusione.