CARO FUTURO PREMIER, RESTITUISCI DIGNITA’ AGLI INSEGNANTI PRIMA CHE CI SCAPPI IL MORTO

DI CHIARA FARIGU

Mi rivolgo a te, chiunque tu sia. La scuola non ha un colore, appartiene a tutti e necessita di interventi urgenti, risolutivi. E’ un morto che cammina, calpestata nell’orgoglio, ferita nell’anima. Presa a schiaffi da continue campagne denigratorie messe in atto da politiche di centrodestra e centrosinistra in parti uguali, umiliata e aggredita da studenti e genitori. E’ un pugile all’angolo. Rintontito da potenti ganci sferrati da ogni parte in attesa della spugna. Potrebbe rialzarsi ma per questo ha bisogno di te. Di provvedimenti che la mettano al centro dell’agenda politica con atti tesi a restituirle quella dignità ed il prestigio sociale di cui è stata privata e che l’hanno fatta precipitare nel gradino più basso di tutti i comparti della P.A.

Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Non c’è giorno che la cronaca non racconti di un’aggressione ai danni di un’insegnante, divenuto, suo malgrado, il bersaglio preferito su cui far ricadere colpe e responsabilità che non le competono.

Come e quando sia cominciato questo tiro al piattello al momento ha poca importanza. Ciò che conta è porvi rimedio. Perché degli atti violenti subiti dai lavoratori della conoscenza si è perso ormai il numero. Per averne una qualche misura basta collegarsi alla pagina FB https://www.facebook.com/VittorioLodolo/, il massimo esperto in Italia sullo STRESS LAVORO CORRELATO (SLC) e sul BURNOUT degli insegnanti, o sui vari siti scolastici dove vengono riportati molti degli episodi di violenza nei confronti dei prof. aggrediti. Non c’è regione o provincia esente: in questa escalation di degrado troviamo un’Italia unita, Nord, Centro, Sud e isole comprese che additano al nemico comune: l’insegnante.

Tanti, troppi, gli episodi di giustizia fai te: a Castefiorentino i genitori di un alunno della scuola media Bacci- Ridolfi aggrediscono la professoressa di matematica per il 5 dato al figlio in pagella; a Torre Annunziata un tredicenne colpisce violentemente a schiaffi e pugni l’insegnante di italiano: gli aveva negato di andare al bagno.

Un piccolo excursus per rammentare i casi più eclatanti.

Nel maggio scorso a CAGLIARI un 14enne aggredisce la sua prof rea di averlo rimproverato perché ripreso a chattare col cellulare. Un pugno in pieno viso e la docente cade sul pavimento priva di sensi per alcuni minuti. Una corsa al pronto soccorso ed una diagnosi di tre giorni per i traumi riscontrati. Nessuna denuncia da parte della prof ma solo sanzioni scolastiche all’aggressore.

Nell’ottobre 2017 a BARI una madre prende a schiaffi l’insegnante della figlia. Il motivo? Era stata rimproverata perché durante l’ora di lezione chiacchierava. La ragazza allerta telefonicamente la madre che si scaglia come una furia sulla prof mandandola al pronto soccorso. L’insegnante, anche stavolta, non sporge denuncia.

E’ andata meglio al prof di SONDRIO aggredito “solo” verbalmente con parolacce e bestemmie da uno studente dopo un brutto voto. Il tutto ripreso da un video condiviso poi in rete. Deriso in classe e via social il prof, sospeso per qualche giorno l’aggressore.

Il mese scorso ad AVOLA (Siracusa) l’insegnante di educazione motoria rimprovera uno studente disattento che disturba la lezione. Risultato? Una costola rotta in seguito ai calci e ai pugni sferrati dal padre e dalla madre del ragazzo allertati dopo il rimprovero. Il prof finisce in ospedale, ai genitori una denuncia per lesioni e interruzione di pubblico servizio.

A PIACENZA un’insegnante entra nel mirino di un gruppetto di alunni-bulli: diverse le angherie subite, il lancio di chewing-gum masticate tra i capelli, il passatempo preferito per deridere la prof.

Le ultime, ma solo in ordine cronologico:
A FOGGIA il padre di uno studente aggredisce il vice-preside con pugni alla testa e all’addome colpevole di aver rimproverato il figlio che spingeva i compagni in fila davanti a lui rischiando di farli cadere. Il prof finisce all’ospedale con una prognosi di 30 giorni.

Sempre a PIACENZA un’altra docente viene trasportata in ospedale in seguito alle lesioni riportate ad un braccio da parte di un suo studente. La prognosi è di sette giorni. Il ragazzo è stato sospeso con obbligo di frequenza e la scuola ha sporto una denuncia per infortunio sul lavoro e una segnalazione ai servizi sociali“.

Quello di MONTESARCHIO, nel casertano, il fatto più eclatante che ha sfiorato la tragedia. La prof di italiano e storia dell’ I.S. “Majorana-Bachelet” viene sfregiata sul viso con un coltello a serramanico da uno studente che rifiuta di farsi interrogare. Voleva solo farle un graffio, si è giustificato poco dopo il giovane. La prof è salva per miracolo, 32 i punti di sutura sulla ferita. A bruciare, più del volto sarà quella ferita in fondo all’anima. Lei dichiara a più riprese il suo perdono e per questo riceve attestati di stima e onorificenze dalla ministra in persona e dal Presidente del Consiglio. La giustizia, fortunatamente, fa il suo corso: il Gip del Tribunale dei Minori di Napoli ha convalidato l’arresto per lesioni aggravate e disposto il trasferimento in cella dal centro di prima accoglienza.

Derisi, insultati, picchiati, accoltellati: gli insegnanti in trincea. Manca solo il morto. Si aspetta forse questo per porvi rimedio?Siamo sotto assedio di giovani allevati come criminali”, commentano nei social molti docenti.
“Ci hanno tolto tutto: il voto in condotta, le note, le bocciature”; “Qualunque cosa facciano la passano sempre liscia. E i genitori pronti a difendere l’indifendibile, anche contro ogni evidenza”; “Quale altro lavoratore esce di casa la mattina e non sa vi farà ritorno integro fisicamente?
E’ ora di dire BASTA!”

Sì, caro futuro Premier, è ora di dire Basta. Chi ti ha preceduto non lo ha fatto. Ora tocca a te. Prima che sia troppo tardi. E non dire che non t’avevamo avvisato

L'immagine può contenere: una o più persone, persone sedute e spazio al chiuso