NESSUNA BOTTA E RISPOSTA TRA LA BOLDRINI E GRASSO

DI VALERIA CALICCHIO

Alle 10,47 sulle agenzie compare una nota di Laura Boldrini in cui si legge “A Di Maio hanno ritirato la patente dell’onestà. Come farebbe a tenere sotto controllo il bilancio dello Stato se non riesce a garantire la contabilità dei suoi parlamentari M5s?” (La nota riprende un tweet delle 10).
È abbastanza evidente che la Boldrini commenti la vicenda rimborsopoli senza riferimento ad altro.
Alle 10 Pietro Grasso è a un videoforum di Repubblica: alla domanda specifica dei colleghi su un alleanza con il Movimento 5 stelle risponde: “Siamo una sinistra progressista di Governo, quindi disponibili al Governo se si portano avanti le nostre idee. Se ci fossero le condizioni per cui possano trovare applicazione i nostri principi perché no a un’alleanza?”. Poi riferito a Boldrini (sempre su domanda dei giornalisti): “se il M5s è quello che lei ha conosciuto alla Camera è chiaro che deve criticare, è giusto che lo faccia. Ma se ci sono cambiamenti…se adesso sono contro l’immigrazione e i nostri principi non c’è possibilità di incontro”.

Inutile ribadire che Grasso ha risposto a domande fatte in contemporanea al tweet di Boldrini e che non c’è stato alcun botta e risposta o confronto o precedente scontro tra i due. Il tutto si è svolto nell’arco di mezz’ora e a distanza. In più Grasso ha detto che Boldrini ha ragione a criticare se restano in piedi quelle condizioni.

Dalle 12 siti e successivamente agenzie cominciano a titolare “Botta e risposta, divisioni, è scontro tra Grasso e Boldrini”. Lo stesso succede sui social.
Alle 19 l’ufficio stampa è costretto a diramare una nota: ” Sono prive di fondamento le letture riportate da alcuni organi di informazione su presunte diversità di opinione tra Pietro Grasso e Laura Boldrini in merito a scenari post voto”.

Non entro nel merito politico perché qui sto parlando di altro, sto parlando di giornalismo, di corretta informazione e di come si crea una notizia: bastava confrontare gli orari dei take, bastava leggere tutte le agenzie senza fermarsi al titolo, bastava fare una telefonata agli uffici stampa. Bastava verificare le fonti senza malizia e senza voler piegare la verità a un teorema.
Chi, che cosa, dove, quando e perché: è giornalismo, serve ai cittadini, non a voi.