RITROVA LA SUA MAMMA DOPO 50 ANNI

DI RENATA BUONAIUTO

Oggi è il giorno più bello della mia vita“. Sono state queste le parole di un’anziana signora che dopo cinquant’anni ha aperto la porta al suo passato.
Siamo nel 1968, una giovane ragazza, incontra l’amore o almeno crede di averlo incontrato. Nasce una storia, una di quelle che fanno battere il cuore, fanno sognare, credere che il cielo sia sempre blu e che le nuvole siano messe lì, solo per gioco.
Ma non è così. Una nuvola grande, grigia e pesante sta per appoggiarsi su di lei ed il cielo ora non si vede proprio più.
Poco tempo dopo la giovane si accorge di aspettare un bimbo. Lui, però è già scomparso dalla sua vita, quello che le rimane adesso sono solo i ricordi, ma non hanno più lo stesso sapore.
Una decisione importante viene presa, portare avanti la gravidanza, su quello sono tutti d’accordo ma, subito dopo il bimbo dovrà essere dato in adozione. A 19 anni è difficile capire cosa tutto questo possa significare. I sensi di colpa per aver creduto in quell’amore, sono già un peso enorme, adesso deve assolutamente rispettare le decisioni dei genitori. Quando la bimba nasce in ospedale, i documenti per l’adozione sono già lì, sul comodino, in attesa solo di una firma, di un flebile segno che cancellerà il “peccato” e le restituirà alla “spensieratezza” della sua giovane età.
Ma non è così, passano solo poche settimane e la giovane ritorna in ospedale, in quell’ospedale che l’ha resa “mamma”. Cerca notizie, vuole rivedere la sua bimba, vuole tenerla ancora fra le braccia, sentire il suo profumo. E’ troppo tardi, una famiglia bolognese, ha accolto la neonata. Il suo futuro adesso è con loro. Passano gli anni, quell’ingenua ragazza adesso è una donna, scopre il vero amore e si sposa. Ma dal suo matrimonio non avrà altri figli, quell’emozione può solo conservarla nella sua mente, nel suo cuore. Nulla più.
E, mentre una madre piange la sua “maternità” infranta, una famiglia dì Bologna, circonda d’amore una neonata ignara di tutto. La piccola cresce, nell’affetto e nel benessere ma viene anche per lei il giorno dei “perché”, delle domande cui è difficile dare risposte. Nessuna foto della sua mamma con il pancione, nessuna di quando ha fatto il primo bagnetto. Ma si diventa grandi anche così, si studia, si trova un posto in questo mondo che le darà tante soddisfazioni e qualche delusione ma è così che va la vita.
Oggi è un’affermata professionista, quella domanda sul suo passato però, continua a frullare nella sua mente, non è curiosità ma legittimo diritto di sapere, di completare il puzzle della propria esistenza e la legge adesso c’è e può aiutarla.
Si presenta così dal presidente Giuseppe Spadaro, del Tribunale dei minori: “Sono stata adottata quand’ero una neonata, ho sentito che ora è possibile cercare i miei genitori. Come devo fare?”.
La pratica prende corpo, non è facile ma, essere comunque nata in un ospedale fornisce qualche indicazione in più. Il tempo oramai non è più fermo, scorre veloce, la strada inizia a prender forma.
Quando il giudice bussa a quella porta, per dire alla “non più giovane mamma” che, lì fuori in una parte del mondo c’è una figlia che desidera tanto poterla conoscere, lei non ha alcuna incertezza, è il sogno della sua vita, il regalo più grande.
Fra qualche giorno, lontano dall’umana curiosità avverrà quest’incontro. Possiamo solo provare ad immaginare l’emozione, la dolcezza e la felicità di quel momento.
In un abbraccio si chiuderà il dolore, i loro occhi smetteranno di “sognarsi” e le nuvole finalmente riprenderanno a giocare.