BOLOGNA: LE ASSURDE CARICHE DELLA POLIZIA PER DIFENDERE I 15 DEL COMIZIO DI F.N

DI LUCIO GIORDANO

Alla fine c’è da chiedersi: conveniva creare quel clima da guerriglia urbana per un comizio a cui hanno partecipato 15 persone in tutto? La logica dice di no, ovvio. La logica dice anche  che se dal palco di Piazza Galvani parla un ex terrorista nero di Terza Posizione, Roberto Fiore, la polizia dovrebbe difendere e non manganellare le centinaia di antifascisti che hanno manifestato contro la provocazione ( che di questo si tratta) di un comizio di estrema destra al centro della città. A pochi passi, cioè, dalla stazione di Bologna, teatro dell’attentato nero del 2 agosto 1980. Della  stessa Bologna, conviene ricordarlo, che ha subito lo sfregio dell’Italicus e della strage del treno 904, tutte ferite ancora apertissime.

Certo, la logica vuole che in democrazia ognuno possa esprimere le proprie idee, snocciolare il proprio programma elettorale, se esiste. Giusto. Allora, però,  provocazione per provocazione, sarebbe stato sociologicamente interessante organizzare un comizio di Renato Curcio. A quel punto forse qualcuno avrebbe reagito con lo stesso sdegno con il quale i cantori della democrazia a giorni alterni, hanno criticato il fatto di non voler consentire a Fiore di parlare. Perchè l’ex terrorista delle Br è  allo stesso livello del terrorista di Terza Posizione. Per chi non lo sapesse, infatti, Fiore di terza posizione era il leader indiscusso. Venne condannato a cinque anni per i collegamenti diretti con gli stragisti  neri dei Nar e riusci a scampare al carcere a 21 anni, fuggendo. Per 19 anni è stato latitante a Londra ed è tornato solo dopo che il reato è caduto in prescrizione. Nel frattempo , come riporta il settimanale L’espresso, Fiore ha intessuto rapporti con molti movimenti  neonazisti d’Europa, è stato protetto dai servizi segreti e ha fatto affari sospetti. Secondo molti  anche con multinazionali e mondo della finanza internazionale, da sempre i protettori dell’estrema destra di tutto il mondo. Tornato in Italia,  Fiore ha fondato infine Forza Nuova,  un partito che alle politiche del 2013 ha ottenuto lo 0, 26 per cento dei voti e in questi anni ha  inanellato una serie di denunce per violenza.

MA non sono ovviamente quelle  poche decine di migliaia di preferenze che devono sbarrare la strada ai comizi di Fiore.  Ognuno, a costo di essere ripetitivi,  è libero di salire sul palco anche se a votarlo sono in cento. A sbarrare la strada dovrebbe essere l’antifascismo, come scritto nella costituzione. E il fatto che Forza Nuova è la stesso movimento che si è detto disposto a pagare i legali per la difesa di Luca Traini,  l’ autore dell’attentato terroristico di Macerata.  Si, attentato terroristico. Giusto ripeterlo. Se  con la pistola in mano, al posto del candidato della Lega nord Traini Luca, ci fosse  stato Amri Moumhammed, nome di fantasia, accompagnato dalla  rivendicazione dell’Isis, le anime belle avrebbero  urlato, allora sì, all’attentato terroristico. Poche cose, nella vita,  sono peggiori dell’usare due pesi e due misure.

E dunque, ricapitolando. Il comizio, per problemi di ordine pubblico,  non si doveva tenere. Come al solito Salvini, nei sondaggi in caduta libera,  non ha perso occasione per attaccare la sinistra, nell’ennesima e stucchevole litania fascio-leghista. La polizia infine, secondo numerose testimonianze, ha caricato senza esser stata provocata. E in tanti hanno ritenuto addirittura sospetto il comportamento della celere, come se si volesse creare a tutti i costi lo scontro. Tesi esagerata, senza dubbio, quella della  strategia della tensione.   Altrettanto esagerato , di sicuro è  che per consentire  un comizio con 15 persone 15 , si sia messa a soqquadro un’intera città. Tutto strano. Tutto molto strano. E meno male che non c’è scappato il morto, ma sei feriti non gravi. Bologna la dotta, Bologna antifascista, che ha reagito intonando per i vicoli del centro storico Bella ciao, un affronto del genere non se lo sarebbe meritato.