TRE CITTADINI ITALIANI SCOMPARSI IN MESSICO. LA FARNESINA SEGUE IL CASO

DI ANNA LISA MINUTILLO

Tre italiani sono scomparsi in Messico dallo scorso 31 gennaio. Si tratta di Raffaele Russo, venditore ambulante, di suo figlio Antonio e del nipote Vincenzo Cimmino, originari di Napoli. Al momento della scomparsa si trovavano a Tecalitlan, nello stato messicano di Jalisco, nella parte occidentale del Paese.
Lo si apprende dalla Farnesina che sta seguendo il caso “in stretto contatto con l’ambasciata italiana a Città del Messico e le autorità locali”.
La denuncia dell’accaduto arriva da una famiglia napoletana che non ha più notizie dei familiari ormai da 18 giorni.
Tutto ruota intorno ad equilibri delicati che getta la famiglia in forte preoccupazione ed ansia.
L’ipotesi più accreditata per quello che il contesto in cui i tre sono spariti è quella del rapimento, intanto i familiari fanno esplicita richiesta di rendere la notizia nota e di diffondere in modo corposo le foto segnaletiche dei loro cari.
Russo già da tempo si trovava in Messico a Tecaltitlan, dove vendeva in strada prodotti acquistati a Napoli da commercianti cinesi. Antonio e Vincenzo, erano invece giunti lì soltanto cinque giorni prima della sparizione, spostamento motivato da ragioni lavorative. Secondo quanto hanno riferito i familiari, le tracce di Raffaele si perdono il 31 gennaio scorso vero le 15. Il figlio e il nipote provano a chiamarlo, ma il cellulare è muto. In Messico ci sono anche altri due figli di Russo, Francesco e Daniele. Ed è quest’ultimo, che dopo essere rientrato in Italia, racconta quanto accaduto in seguito : «Noi eravamo troppo lontani, così abbiamo chiamato Antonio e Vincenzo e gli abbiamo detto di andare a cercarlo». A questo punto il giallo si complica e aumenta il mistero. I due, figlio e nipote di Raffaele di cui non si hanno notizie, partono alla ricerca dell’uomo proprio dal punto che il gps dell’auto noleggiata dal sessantenne scomparso segnava la sua ultima localizzazione. Giunti sul posto, Antonio e Vincenzo non hanno però trovato né la macchina e neanche Raffaele.
Quando si parla di sparizioni in Messico, il primo contesto che si prende in considerazione è quello che conduce alla droga.
Secondo i familiari però, nessuno di loro ha avuto problemi in passato con la giustizia né hanno mai avuto rapporti con narcotrafficanti.
Intanto un fascicolo di indagine, al momento ancora senza ipotesi di reato, è stato aperto dalla Procura di Roma in merito alla scomparsa. L’indagine è stata affidata dal procuratore Giuseppe Pignatone al sostituto procuratore Sergio Colaiocco.
Una famiglia che attende risposte e che conta sull’aiuto di quanti diffonderanno le immagini dei loro cari, un groviglio misterioso da dipanare intanto che i giorni trascorrono e che di queste persone si è persa traccia.