DISNEYLAND FIRENZE

DI LUCA SOLDI

 

 

C’è un destino che si vuole segnato per la città ch’è stata la culla del Rinascimento.
L’insopportabile volontà di trasformare in rendita qualsiasi metro quadro del suo centro storico che la sta trasformando in una moderna Disneyland del turismo.
Continuano ad arrivare soldi a palate, arrivano miriadi di persone che più che in altri luoghi invadono appartamenti più o meno di lusso.
Le colpe non sono solo responsabilità della classe politica ma sopratutto di quei fiorentini stanchi della loro identità, stanchi di vivere dove padri e nonni gustavano le difficoltà ma pure gli odori, le chiacchiere, la solidarietà dei quartieri.
Così poi capita che questi fiorentini che oggi pare forse più giusto chiamarli in altro modo, si lamentino pure della condizione di quella che un tempo era la loro città.
Capita si stupiscano di quanti stranieri vivano entro le mura.
Succede si indignino della omologazione anche delle vetrine del quadrilatero d’oro con quelle di qualsiasi altra metropoli del mondo.
Non contenti, per fare altri danni, succede pure che vogliano proseguire il ragionamento, aggiungendo danni ad altri danni.
Nel nome del progresso e della modernità.
Con il pensiero di incrementare il proprio interesse pensano e bramano di far crescere solo i loro gruzzoli.
Magari guardando all’esempio di Venezia, riempita di vaporetti e franchising e terribilmente svuotata di vita e quotidianità.
Così siano benvenuti tutti i soldi che arrivano senza distinzione di destinazione e provenienza.

Ciliegine sono poi le grandi opere che mirano ad una unica aspirazione, concentrare il mondo in quelle poche migliaia di metri quadri. Sono quelle grandi ed inutili opere che mirano solo ad accatastare persone ed auto nelle strade della vita quotidiana.
Nuovo aeroporto e terza corsia sono l’esempio concreto e tangibile di questa nuova strategia che mira a trasformare il centro storico della città più bella del mondo in una novella Disneyland d’Italia.
O peggio aspirano a farla diventare un immenso outlet del lusso con muri di pietra e marmi veri piuttosto che di cartongesso.
Dunque per favore, per una volta, spogliamoci di ipocrisie ed incoerenze quando magari ci stupiamo per quei due palazzi svuotati di storia e ricordi in piazza San Felice.
Oppure quando ci si meraviglia che pure in Oltrarno l’offensiva dei “cacciatori di rendita” segna altri punti a loro favore.
Probabilmente servirà cambiare, servirà una nuova resistenza perché Firenze, la Piana intera non possono più sopportate l’orda del mordi e fuggi che si accontenta di mettere la propria bandierina in cima al Cupolone.
Servirà mettere anche un semplice sassolino che inceppi quel meccanismo che impone a tutti di pensare solo all’interesse personale.