LIBRI. SONO SEMPRE IO, L’ULTIMO LIBRO DI JOJO MOYES

DI ELENA PINTORE

L’ultimo libro della scrittrice londinese Jojo Moyes edito dalla Mondadori è uscito nelle librerie il 30 Gennaio e come accaduto per i due che l’hanno preceduto i lettori non sono rimasti indifferenti alla protagonista Louisa Clark.

La fortunata serie nel 2016 ha visto la trasposizione cinematografica del primo libro “Io prima di te”.

Il pubblico ha conosciuto e amato la giovane e strampalata Lou, ha pianto insieme a lei per la scomparsa di Will e ne ha condiviso la tristezza e la disperazione nel secondo libro “Io dopo di te”.

Il sostegno e l’affetto per la protagonista, il dispiacere per la morte di Will, sono alcuni dei motivi che impediscono ai lettori di lasciare Louisa da sola al suo destino.

Al termine del secondo libro lasciamo Louisa circondata da tanti amici, dall’amore di un ragazzo speciale e la speranza per un futuro pieno di aspettative.

Nel terzo (e forse ultimo) libro troviamo Louisa alle prese con una nuova esperienza lavorativa e una nuova città.

New York è il luogo in cui la protagonista decide di mettersi in gioco.

Cosi come aveva promesso a Will, decide di affrontare una nuovo esperienza, e la Grande Mela è la città delle nuove possibilità per antonomasia.

Il suo nuovo lavoro è quello di assistente personale alla giovane moglie straniera di un ricco newyorkese di mezza età.

Il suo compito è quello gestire la giornata, gli impegni e gli stati d’animo della ricca signora Agnes Gopnik.

Prevederne i desideri, raccogliere le sue confidenze sono alcuni dei tanti compiti a cui Lou dovrà far fronte.

Percepisce uno stipendio oltremodo dignitoso, vive in un palazzo da favola nell’Upper East Side, partecipa a serate mondane per eventi benefici, frequenta boutique e si sposta per la città in limousine ma quello che Louisa cerca è la sua “strada”, il suo posto nel mondo.

L’esuberante protagonista mette tanti chilometri di distanza tra la famiglia, gli amici e l’amato Sam per trovare la sua vocazione.

In questa sua ricerca, il suo rapporto con il signor e la signora Gopnik diventa più stretto e da assistente diventa amica di Agnes, con tutti i risvolti negativi che comporta l’appartenenza ad una società fatta di sole apparenze.

A complicare la sua vita fatta di un equilibrio precario, arriva un giovane ragazzo identico a Will.

Il suo Will che non c’è più che però sembra averla ritrovata o che pare trovarsi sul suo percorso per un fine che non è ben chiaro.

Sarà a questo punto che tutto precipita. La sua vita prende una nuova svolta su tutti i fronti.

Senza paracadute e senza preavviso, senza certezze e sola, in una città che non è sua e non le appartiene Louisa tirerà fuori la forza che da sempre la caratterizza, con la generosità che la contraddistingue e come già accaduto nei due libri precedenti, sarà d’aiuto ad altri e per se stessa.

Le pagine del romanzo scorrono veloci perché veloce e avvincente è la narrazione.

All’inizio del libro ci si chiede cosa possa esserci ancora da raccontare, ma la narrazione è da subito coinvolgente ed emozionante.

La velocità febbrile con cui la lettura si sussegue è indicativo di quanto curiosità susciti nei lettori la vita di Lou.

Ci sono sessantasette gradini fra le porte che danno accesso alla seconda terrazza del 30 Rockefeller Plaza e la piattaforma panoramica più alta, ma risultano ancora di più se avete ai piedi delle scarpe di raso fucsia con i tacchi e i cinturini elastici tagliati, di certo non adatte per correre, specialmente durante un’ondata di caldo. Procedetti piano questa volta.

Salii la stretta rampa di gradini e a metà strada, quando capii che avrei potuto scoppiare di ansia da un momento all’altro, mi voltai e guardai la vista alle mie spalle. Manhattan si estendeva sotto di me, baciata dal bagliore arancione del sole al tramonto, un mare infinito di grattacieli che riflettevano una luce color pesca, il centro del mondo, dove la vita continuava a pulsare. Milioni di vite, milioni di cuori spezzati, di dolori piccoli e grandi, storie di gioia, di perdita e di sopravvivenza, milioni di piccole vittorie ogni giorno.

C’è una grande consolazione nel fare semplicemente qualcosa che ti piace.”

In quegli ultimi passi riflettei su tutti i modi in cui la mia vita poteva ancora essere meravigliosa”