NON MI PIACE QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE

DI GIORGIO SANTELLI

Non mi piace perché si attaccano i cinque stelle per non aver restituito soldi comunque non dovuti per legge. Si parla di un milione e mezzo di contributi non versati ma non si dice che ne hanno restituiti 22 di milioni non dovuti. Direi un bilancio in attivo.

Non mi piace questa campagna elettorale perché mi sembra davvero strano che in una famiglia c’è il papà che fa il governatore, il primo figlio maschio che ha un seggio sicuro alla Camera e quello più piccolo che fa l’assessore al bilancio in città e traffica sui rifiuti. Insomma, perché deve essere una famiglia così maschilista? Che diamine, almeno qualcosa alla moglie! Almeno si rispetti l’alternanza di genere in famiglia.

Non mi piace perché a Bologna manifesta Forza Nuova e lo fa nel rispetto della legge ma facendo, nei fatti, apologia di fascismo. Eppure manifestano perché il Viminale ha deciso che “sulla carta” rispettano la Costituzione. Così, per assurdo, ad essere fuorilegge sono gli antifascisti che vorrebbero illegittimamente vietare una piazza a chi può richiederla legittimamente. C’è qualcosa che non va.

Non mi piace perché vedo troppe carte mischiate. Vedo ex alleati di Berlusconi fare comizi nelle ex sezioni del PCI come se tutto fosse regolare. Magari lo è pure. Magari sono vetero e non lo capisco.

Non mi piace perché c’è un signore che per la terza volta sottoscrive un patto con gli elettori in un salotto televisivo di fronte ad un artista che fa il giornalista prendendo uno stipendio equivalente a quello che 36 giornalisti precari prendono in un intero anno di lavoro. O se preferite 144 pensionati al minimo. E per la terza volta (dopo che per due volte quel patto non lo ha rispettato) dice all’intrattenimento che se questa volta non lo rispetta può essere sputtanato! E si mette anche come presidente sul simbolo pur non potendolo fare perché è interdetto dai pubblici uffici per una condanna definitiva che lo ha anche espulso dal Parlamento. Boh!! Continuo a non capire.

Questa campagna elettorale non mi piace perché nella coalizione di centrodestra ci sono tre leader che stanno insieme ma poi, dietro dietro e in fondo in fondo, sono tanto felici di stare insieme di quanto possa essere felice un giovane capriolo all’angolo attorniato da tre leonesse affamate.

Questa campagna elettorale non mi piace perché se in molti fossero stati meno arroganti, sprovveduti, altezzosi, sicuri di sé, ciò che ora è rotto poteva essere ancora intero.

Non mi piace questa campagna elettorale perché il 4 marzo, comunque andrà, sarà un disastro annunciato.

Non mi piace questa campagna elettorale perché tutti, come al solito, parlano del “noi”, ma è un “noi” ristretto. Noi di sinistra, noi liberali, noi italiani, noi riformisti, noi cattolici e quasi tutti si vergognano a dire noi poveri, noi senza lavoro, noi che il lavoro lo abbiamo perso, noi giovani che andiamo via, noi che scappiamo dalle guerre e dalla fame…

Non mi piace questa campagna elettorale perché ancora una volta ci sono tanti indagati e impresentabili.

Non mi piace questa campagna elettorale perché ci sono tante, troppe promesse che non possono essere mantenute.

Non mi piace questa campagna perché le cose che molti non dicono sono probabilmente quelle che vogliono.

Non mi piace questa campagna elettorale perché si concluderà con il voto con una legge elettorale che non mi piace perché non rende libero il mio voto fino in fondo.