NON MI PIACE QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE, MA IL VOTO RESTA UN DIRITTO/DOVERE

DI GIORGIO SANTELLI


Qualcuno dei tanti amici che ha voluto commentare e dire la propria sul mio post precedente, ha forse intravisto nelle mie parole una sorta di chiamata al non voto. No, non è così.
Ogni volta che c’è una consultazione elettorale io a votare ci vado. Potrei dire che lo sento come un dovere per chi ha sacrificatola vita per darci questo diritto. E già dovrebbe bastare. Ma voglio darvi altre ragioni per farlo.

1) Un voto non dato va direttamente a chi è più lontano dalle mie idee. E parlo di idee, non di ideologie.

2) Chi non va a votare non ha poi il diritto di criticare chi vince o chi perde, perché si è chiamato fuori dalla partita.

3) Il voto deve essere consapevole. E per questo motivo il consiglio che posso dare è quello di partecipare a più iniziative politiche elettorali possibili. Io, ovviamente, sono privilegiato. Perché ci vado per lavoro. Ma devo dire la verità. Serve, perché uno si fa davvero un’idea. E’ facile comprendere chi ti dice la verità e chi no. Se non altro quando propongono ricette che potevano avanzare mentre erano al governo (e al governo ci sono stati quasi tutti) e invece le avanzano solo in campagna elettorale. Dopo il voto queste idee, chissà perché, spariscono.

4) Non abbiate paura di fare domande ai candidati. Ma fatele sui programmi e sulle cose concrete, su quelle che vi trovate a vivere quotidianamente. Se siete pensionati al minimo chiedete loro quale dovrebbe essere la soglia di reddito minima con cui loro potrebbero vivere. Se avete dei figli che vanno alla scuola pubblica chiedete dove sono andati a scuola i loro figli e che ne pensano del sistema didattico italiano e non solo un parere sulla buona scuola.

5) Se qualcuno vi chiede il voto, voi chiedetegli di spiegarvene il perché. Diffidate se vi risponde solo ed esclusivamente con le parole: “Per bloccare la destra”; “per evitare che governi la sinistra” o “per evitare che i cinque stelle vadano al potere”. Se uno mi chiede il voto io voglio sapere quel che vuole fare lui, non quel che non vuole fare accadere. Il voto si da per governare e non per evitare che qualcuno governi.

6) Diffidate da chi vorrebbe farvi capire che un voto dato in un certo modo potrebbe essere conveniente. La domanda è conveniente per chi? E se ti risponde che “è conveniente per te”, diffida. Avrà detto la stessa cosa ad altri elettori.

7) Quando vai a votare pensa al mondo che vorresti. In quella visione, se è davvero la tua, qualche voto da dare lo trovi. Vuoi un mondo fatto da individui o da comunità? Un mondo fatto di diversità o di esclusive appartenenze? Vuoi un mondo più ricco o più povero, intendendo per ricchezza il fatto che ci siano più persone a star bene e meno persone che stanno benissimo?

8) Diffida dalle ricette troppo facili e da chi condivide interamente il tuo pensiero. La politica è fatta da simili e non da identici. E chi sposa fino in fondo le tue idee, purtroppo, non è attendibile. Fidati di chi alle tante tue proposte sa rispondere con molti si e qualche no. Ma chi ti dice troppi sì difficilmente riuscirà a garantirti tutto.

9) Studiati la Costituzione perché, volente o nolente, resta la nostra Carta laica. Guarda gli articoli che più senti vicino a te, per il lavoro che fai, per il tipo che sei. E poi chiedi al candidato di spiegarti la piena applicazione di quegli articoli. Io porto sempre con me il 1, l’11 e il 21. Per come sono fatto io quelli sono gli articoli che ho adottato. E con me porto la XII disposizione transitoria e finale.

10) Chiedigli il suo sogno. Una politica che non sogna ha un orizzonte ristretto. Pensa al domani, forse al dopodomani. Ma se pensa a risolvere essenzialmente l’oggi, le ricadute della scelta peseranno suoi tuoi fratelli minori, i tuoi figli o i tuoi nipoti.

11) Chiedigli che cosa pensa dell’Europa. E se te ne parla solo per dire che “ci ha regalato 70 anni di pace” oppure come istituzione pensata “per togliere autonomia, diritti e libertà di scelta degli Stati aderenti” allora diffida perché non c’è vera idea d’Europa.

12) Chiedigli che ne pensa di immigrazione, dei diritti alle coppie omosessuali. Poi scegli che fare a seconda delle risposte.

Certo, fare tutto questo è faticoso. Ma pensa quanto poteva essere faticoso votare per tua nonna o la tua bisnonna quando a lei quel voto non era concesso. E questo accadeva fino al voto su monarchia e repubblica. E pensa quanto poteva esserlo per chi era imprigionato nelle carceri nel corso dei diversi regimi totalitari che ci sono stati e che ci sono nel mondo. La fatica serve, è una fatica buona. E il voto per questo oltre ad essere un diritto pesa anche come dovere.

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