PATTO ANTI INCIUCIO. BERLUSCONI E SALVINI TRADISCONO LA MELONI E I SUOI ELETTORI

DI LUCIO GIORDANO

Sgombriamo  subito il campo dall’ipotesi che sia stato  tutto un modo per farsi propaganda. E cioè che la buca che Berlusconi e Salvini hanno dato ieri alla Meloni, nella riunione anti inciucio  al cinema Adriano di Roma, sia stata pianificata nei minimi  dettagli per poter suonare la grancassa e far parlare di sè i tre ‘alleati’. Difficile insomma  che sia stato tutto costruito a tavolino. Anche perchè, a guardare i fatti in controluce,  l’obiettivo sarebbe miseramente fallito.

Poco, pochissimo infatti,  si è parlato del tradimento di ieri, del segretario della Lega Nord e dell’ex Cavaliere. E’ molto più probabile, invece , che davvero la richiesta della riunione anti inciucio, sia andata ramengo perchè Salvini e Berlusconi sono poco interessati a mantenere i patti, nonostante nel novembre scorso giurassero e spergiurassero che avrebbero firmato l’accordo. Oddio, all’ex cavaliere sarebbe bastata una stretta di mano. Ma evidentemente la segretaria di fratelli d’Italia , che la foglia l’aveva mangiata, quell’incontro l’ha continuato a volere a tutti i costi. ” Giudicheranno gli italiani”, ha detto in favore di telecamera la Meloni, visibilmente contrariata dopo la ‘sola’ rimediata.

No, non deve averlo preso bene, la Giorgia della Garbatella, il tradimento dei due ‘alleati’. Del resto, come dare loro torto? A dispetto di quanto sostengano i sondaggi, spesso bugiardi,  a dispetto  delle promesse da marinaio, il centro destra è molto, molto lontano dalla maggioranza. Le quattro gambe insieme, compresa quella di Fitto,  il  prossimo 4 marzo  arriveranno a malapena al 30 per cento. Capirete bene: mettere insieme un’alleanza fittizia, con quattro partiti diversi in tutto, che ragionano diversamente su tutto, per poi  raccattare quella cifra, è come una partita giocata all’attacco per poi subire due o tre gol in contropiede e perdere la partita.

Diciamo che Berlusconi, imbattibile giocatore di poker fino all’altro ieri, anche stavolta ha bluffato. Ma stavolta gli dirà male. E lui stesso ne è consapevole. Al punto che già sta facendo marcia indietro e si sta apparecchiando un’alleanza con Renzi: peraltro un progetto mai nascosto . Quanto a Salvini, anche lui ha bluffato. Ma per motivi diversi. Ha creduto, o gli era stato fatto credere, che la sua Lega nord veleggiava intorno al 20 per cento. Quando, se riuscisse ad arrivare alla metà  dei consensi, sarebbe già un trionfo. Era convinto, insomma, il Matteo con le felpe di ogni città d’Italia, di  vincere la corrida dello schieramento della  destra radicale e di poter diventare presidente del consiglio. Arriverà invece secondo, ad un’incollatura da Berlusconi, che in questa bruttissima campagna elettorale sta sparando politicamente  le sue ultime cartucce.

Solo una scellerata legge elettorale ha consentito insomma  alla destra di sperare nella maggioranza assoluta. Solo unendosi in una alleanza fittizia, i quattro leader  hanno potuto fare la voce grossa in queste settimane. Altrimenti, la crisi sarebbe continuata e, in un proporzionale puro, Berlusconi e C. si sarebbero contesi il terzo, o addirittura il quarto posto. A conti fatti, la Meloni con quello striminzito 4 per cento, nello schieramento conta poco o niente. E non essendo più i suoi voti determinanti , ieri l’hanno buttata definitivamente a mare. L’ex cavaliere sogna  appunto ancora le larghe intese, mentre Salvini pare punti almeno a portare i suoi voti in dote ai 5 stelle. Il che sembra una castroneria, se non fosse per la candidatura di Gian Luigi Paragone tra gli uomini di Grillo. L’ex direttore della Padania, sarebbe insomma il pontiere tra Di Maio e l’attuale segretario della Lega nord. E’ solo un’ipotesi, certo. E nemmeno tanto convincente. L’unica cosa certa è invece che sono stati presi in giro gli elettori della destra radicale. Sognavano di votare uno schieramento affiatato, pronto a riconquistare compatti il potere del Paese e, a loro volta, sono stati traditi. L’unica coerente sembra essere proprio la Meloni. Se non fosse che altri gruppi di estrema destra come Casapound e Forza Nuova hanno già eroso voti a Fratelli d’Italia, e tanti altri ne eroderanno nei prossimi giorni, la mossa di ieri all’Adriano avrebbe rappresentato un trampolino di lancio per le ambizioni della pasionaria della Garbatella. Ma  il carro con quattro teste ha sbandato, ormai non tiene più la strada. E finirà per ribaltarsi. Tra lo sconcerto dei suoi elettori traditi.