MILAN: ANCORA NUBI SULLA PROPRIETA’ CINESE

Di VANNI PUZZOLO

 

YONGHONG LI Insolvente, chiesta la bancarotta.

Se il campo regala un sorriso, preoccupazioni sempre maggiori arrivano dalla Cina.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera in un approfondimento a firma di Milena Gabanelli e Mario Gervini, infatti, nubi sempre più fitte avvolgono l’acquisto del club da parte di Yonghong Li.

L’imprenditore cinese sarebbe titolare di una holding insolvente, tanto che due banche creditrici gli avrebbero fatto causa e il tribunale gli avrebbe imposto di vendere il patrimonio all’asta attraverso Taobao, l’ebay cinese.

L’ordine arrivato dal Tribunale del distretto di Futian sarebbe stato quello di vendere all’asta del 2 febbraio (data poi rinviata) l’11,39% che la “cassaforte” di Yonghong Li avrebbe nella società di packaging Zhuhai Zhongfu, quotata alla Borsa di Shenzhen per un valore di circa 60 milioni.

Tale ricavato andrebbe a risarcire le banche.
Pochi giorni fa, inoltre, la China Securities Regulatory Commission, l’equivalente della Consob di Pechino, avrebbe comunicato l’avvio di indagini per presunti illeciti sul mercato commessi dalla holding che si chiama “Shenzhen Jie Ande”, poiché avrebbe tenuto nascoste per mesi la sentenza e l’insolvenza.

Insomma se sulla squadra splende il sole e si intravedono margini di miglioramento sempre più, non,si può dire altrettanto sulla proprietà.

Galliani lo difende

GALLIANI: “YONGHONG LI HA DIMOSTRATO DI ESSERE SOLIDO”
“Yonghong Li ha acquistato il Milan per 740 milioni di euro e sono accadute tre cose. A giugno ha presentato le credenziali alla Lega Calcio ed è stato approvato, poi il fondo Elliot gli ha prestato 300 milioni di euro e infine ha fatto una campagna acquisti faraonica.
1+1+1 fa tre e quindi tutto è andato per il verso giusto”. Così Adriano Galliani, ex ad del Milan, ha commentato a Mattino Cinque l’inchiesta del Corriere della Sera su Yonghong Li.

Contro la Samp è arrivata un’altra vittoria, convincente e importante: Gattuso ha dato la svolta, su questo dubbi non c’è ne sono.
Ora la squadra corre, ha coraggio,ed entusiasmo, segue il tecnico in simbiosi ed è venuta fuori la qualità, ogni giocatore sistemato al proprio posto, giocano più o meno, sempre gli stessi, ( con Montella ogni volta una formazione diversa), insomma Gattuso si è preso il Milan.

Forse, serviva proprio arrivare a Natale.
Quel giorno, dopo la netta sconfitta di San Siro con l’Atalanta, il Milan di Gattuso è finalmente nato.
All’indomani della vittoria contro la Sampdoria (ben più larga dell’1-0 firmato Bonaventura), a Milanello è tornato l’entusiasmo, quello vero, e i motivi sono molteplici: è arrivata la quinta vittoria nelle ultime sei partite, la squadra corre, gioca bene, la differenza tra la partita di Genova con la Samp e quella di San Siro è evidente, Bonaventura è rinato, Çalhanoğlu è sbocciato, la difesa è tornata solida. Rino Gattuso, insomma, sta realizzando un mezzo miracolo.

La classifica migliora

Cresce la classifica (41 punti, Samp raggiunta al sesto posto, Atalanta e Toro staccati) e crescono le ambizioni.
Merito di Gattuso, soprattutto.
La preparazione atletica imposta dell’ex allenatore della Primavera sta dando i suoi frutti: l’Inter (attualmente quarta, in zona Champions) dista “solo” sette punti, mentre a Natale sembrava partecipare a un altro campionato; il 4-3-3 è stata la scelta giusta: ha restituito il miglior Suso e fatto scoprire il vero Çalhanoğlu (i due si trovano meravigliosamente con una fitta serie di lanci anche di 50 metri); da mezzala, Bonaventura è rinato: (dall’arrivo di Gattuso ha segnato cinque gol in Serie A, almeno due in più di ogni altro rossonero); Calabria e Rodriguez giocano come due laterali di difesa “veri” e non più come terzini indifesi.

Insomma se le nubi societarie non accennano a schiarirsi, almeno sul campo un raggio,di sole è arrivato.