UN LUOGO SEGRETO NEL CUORE DI ROMA: L’AUDITORIUM DI MECENATE, ALL’ESQUILINO

DI FABRIZIO FALCONI

Quando le pale e i picconi delle maestranze savoiarde, al lavoro per la costruzione del nuovo quartiere Esquilino, perla della neo-nata capitale d’Italia, si imbatterono nella scoperta, quasi non si credette a tanta fortuna. 

Eppure anche stavolta Roma aveva meravigliato, restituendo dopo quasi duemila anni e praticamente intatto, nella struttura, un edificio costruito in età adrianea, che fu identificato come un Auditorium. 
Attraverso il nome identificato su una conduttura di piombo, del retore M. Cornelius Fronto, proprietario degli Horti Maecenatis che sorgevano anticamente proprio in questo luogo – l’attuale Largo Leopardi – fu possibile attribuire la costruzione dell’edificio proprio a Mecenate, il celebre  politico e statista collaboratore di Augusto. 
 
In realtà studi successivi hanno appurato non trattarsi di un vero Auditorium – anche se l’attributo è rimasto – ma piuttosto di un ninfeo o di un triclinio estivo del tipo di quelli rinvenuti a Pompei e a Stabia. 
Sicuramente il luogo era comunque frequentato da poeti e artisti, intellettuali dell’epoca visto il rinvenimento, negli affreschi superstiti, di versi di un epigramma del poeta greco Callimaco. 
Spettacolare è l’ampia abside a semicerchio occupata, per circa 4/7 dell’altezza da una scalinata costituita da sette gradini concentrici, che aveva fatto pensare per l’appunto, alla cavea di un auditorium. 
Sui lati lunghi della sala si aprono due serie di sei nicchie per parete, mentre altre cinque scandiscono quelle dell’abside. Rendono unico questo ambiente i mosaici, il pavimento in opus sectile, i marmi, la decorazione pittorica policroma ad affresco, sopra uno zoccolo marmoreo, che ricorda quella della Villa di Liva a Prima Porta, con splendide figure:  candelabri e pavoni, scene dionisiache e cavalleresche, da ricondursi ad epoche più recenti, tardoaugustee e neroniane. 

https://fabriziofalconi.blogspot.it/2018/02/un-luogo-segreto-nel-cuore-di-roma.html