IL 4 MARZO DIFFICILE DECIDERE CHI VOTARE, SEMPLICE CHI NON VOTARE

DI FRANCESCO TADDEUCCI

Parto da questo: l’Italia è piena di problemi, più uno. Ha un ritardo tecnologico e di modernità mostruoso, non tanto e non solo nelle infrastrutture, ma proprio nella testa stessa del cittadino medio. Abbrutito da personaggi televisivi che non tramontano mai e non si rinnovano mai, disabituato a fare i conti col mondo che nel frattempo cambia, abituato al brutto, che è la peggior cosa. Mentre quasi non ce ne accorgiamo, all’estero la gente vive, avanza, si facilita la vita e ci sorpassa in tutto. Così tutte le singole volte in cui metti il naso fuori dal paese, incontri italiani imbambolati davanti a un pagamento contactless ormai più veloce della sua testa (“dov’è la cassiera?”) a modi quasi invisibili di pagare un autobus o di pianificare una fila, riscuotere un credito, muoversi, essere cittadino. Questo ci sta trasformando in un popolo primitivo, arretrato, anno dopo anno. E più povero, proprio per questo motivo. Un popolo anche un po’ ridicolo, diciamo la verità. Non è un caso che anche artisticamente – prendo come esempio il cinema – raccogliamo grandi risultati quando dipingiamo la nostra realtà sconquassata (vedi Sorrentino o Gomorra), o contesti vintage (Guadagnino) o papali (di nuovo Sorrentino): quelli in cui siamo più credibili.
La testa delle persone si è fermata. Provateci voi del resto a smuoverla guardando solo RaiUno o Mediaset, ascoltando radio che parlano di calcio e leggendo quasi nulla.Ecco, di sicuro io il 4 marzo voterò pensando anche a questo punto: a chi mi offrirà una visione culturale, attuale, possibilmente più tecnologica. Tutta roba che porta ricchezza e benessere tra l’altro.
Oltre al punto per me irrinunciabile: che è vivere in un posto in cui la democrazia sia ancora la cosa più importante di tutte. Niente scherzi quindi con simil-sette governate da privati e ramificate in dilettanti che a parole promettono di essere onesti. Non mi basta e non gli credo, perché non mi fido dell’italiano medio che va al governo. Per niente. Lo temo più di qualsiasi politico di professione. E quando promettono la trasparenza in streaming o il modus operandi tecnologico, falliscono miseramente: e questo è già un tradimento, una bugia. Niente scherzi poi con chi è fascista dentro, nell’animo, che significa “i tuoi diritti non valgono nulla, vale di più la MIA causa che TU hai sposato.” Paura totale. Tanti mariuoli fanno molta meno paura di un despota singolo, ve lo dico. Naturalmente niente scherzi con chi ci ha portati fino a qui, e mi riferisco soprattutto (ma non solo) a chi ha personalmente portato l’Italia sul baratro simil-greco tanto da spingere il Sole 24 ore al celebre titolo “Fate presto”, era forse il 2013, e oggi ci impartisce lezioni su come salvare l’Italia (!). Pluri-inquisito, non potrebbe essere una maschera candidabile da nessuna parte, se non a Viareggio. Dove sono i miei concittadini che presero a monetine Craxi sotto l’hotel Raphael? oggi si muovono solo per andare all’aeroporto a salutare l’arrivo di Schick. O magari i più volenterosi organizzano cinema in piazza (film vecchi? mica tanto: vi rammento la rassegna della intera filmografia di Xavier Dolan), ma vengono banditi.
Disastro completo, che non risparmia naturalmente il PD, le cui innumerevoli colpe e i ridicoli errori hanno finito per mascherare le poche cose buone fatte, e hanno portato il cittadino a pensare che sia solo colpa dell’attuale PD se oggi viviamo tutti un po’ peggio, dimenticando in una botta sola tutto il disastro precedente della maschera B. e dei suoi involontari fiancheggiatori, tra cui il baffetto D’Alema che lo resuscitò per lo meno una volta.

Fatte queste considerazioni, voi capite che è difficile decidere chi votare, ma è facilissimo decidere chi non votare.
Nella mia ristretta cerchia di amici o familiari (cioè voi, più altri che non usano i social) stravince Emma Bonino (questa la dice lunga su quanto siamo rappresentativi del paese) poi a seguire PD e 5S. Qualche Potere al popolo (voto buttato ma almeno ideologico) qualche Liberi e Uguali (buttato ma incomprensibile), ma soprattutto quasi zero Salvini/Berlusconi/Meloni (sì, ho selezionato bene gli amici) che a quanto pare ci toccheranno comunque, perché si vocifera che chiunque potrebbe allearsi con loro. Chiunque.
Non esiste il voto perfetto quindi, ognuno ha cento difetti. E non esiste il voto utile, perché saranno tutti inutili.
Non mi resta che scegliere la persona. Quindi io sceglierò la più dignitosa di tutte, l’unica che mi faccia sentire europeo. E infatti ha l’Europa nel simbolo. La vostra preferita, ma certo non la preferita dagli italiani.

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