PERUGIA E PALERMO, BARBARIE IN CORSO

 DI RAFFAELE VESCERA

 

“Aggredito coi bastoni e accoltellato alle gambe e alla schiena, per fortuna in modo non grave, mentre affiggeva manifesti elettorali. E’ quanto è accaduto a un militante di Potere al Popolo, una formazione di sinistra, la notte scorsa alla periferia di Perugia, per mano di un gruppo di estrema destra.”

“Il segretario provinciale di Forza Nuova, gruppo di estrema destra con connotazioni neofasciste, è stato accerchiato, legato mani e piedi, e pestato a sangue da un gruppo, di estrema sinistra, che con i volti coperti lo ha ferito alla testa a colpi di bastoni. È successo ieri pomeriggio al centro di Palermo.”

Che il fascismo sia un’inaccettabile ideologia, fondata su valori barbarici, quali il suprematismo razziale, la legge del più forte, la discriminazione delle minoranze deboli, il militarismo, il nazionalismo esasperato, il colonialismo, il facile ricorso alla guerra e l’uso squadristico dell’organizzazione politica è una verità storicamente accertata. Ma è altrettanto vero che ciò non giustifica affatto da parte dei suoi oppositori, che si dicono portatori di valori egualitari e pacifisti, il ricorso alla stessa violenza. La violenza chiama altra violenza, alla brutalità ideologica bisogna opporre la forza della ragione non la ragione della forza. La violenza antifascista non fa che giustificare quella fascista, dando ad essa un alibi per praticarla.

C’è un articolo della Costituzione che vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista, partito che infiniti lutti apportò al Paese, con la distruzione della democrazia, invasioni coloniali, leggi razziali e sciagurata alleanza con il nazismo. Partito fascista nato al Nord ed esportato al Sud, come altre sciagure, quali il sabaudismo, il terrorismo, il berlusconismo, il leghismo, il renzismo. Ed è più di tutto il Sud che deve stare lontano di certi metodi violenti che finiscono per essere oggettivamente funzionali alla strategia del terrore di triste memoria negli anni ’70, con stragi di Stato e non.

Il fascismo va combattuto con le ragioni della democrazia, chiedendo al Parlamento l’applicazione della legge che ne vieta la ricostituzione in partito, impegnandolo a sciogliere le formazioni che si richiamano più o meno apertamente a tali ideologie nefaste.