TORNA LA STRATEGIA DELLA TENSIONE. E I PUPARI SONO SEMPRE GLI STESSI

DI MARISA CORAZZOL


Potrei anche sbagliarmi, ma viste le modalità con cui sono stati aggrediti i due militanti di PaP mentre affiggevano manifesti elettorali a Perugia ed il fascista di Palermo, nella stessa notte e da gruppi di violenti nei due casi doverosamente incappucciati, mi sembra alquanto evidente che la “manina” che ne tira le fila sia identica a quella che guidò la strategia della tensione, altrimenti identificata come “anni di piombo” degli anni ’70. Anni in cui massoneria (P2), Servizi deviati, Mafia e BR giocavano la stessa partita. Quale, mi chiedereste? Ma quella il cui disegno eversivo aveva come scopo la destabilizzazione o il disfacimento degli equilibri precostituiti.E se poi rifletto su quanto dichiarato dall’ex Procuratore Capo di Palermo e di Torino, Gian Carlo Caselli, in merito all’intreccio fra massoneria e mafia, mi sembra evidente che il mio sospetto non sia poi così “ballerino”.
Ecco la sua dichiarazione: …”Certi intrecci, ancora negati o ridotti a folclore locale, non riguardano solo qualche appalto: “Sono un problema nazionale che ha condizionato e condiziona la nostra democrazia”.

Imprenditori, politici e studenti. Sacerdoti e magistrati. Mafiosi. Nelle logge delle quattro “obbedienze” (Grande Oriente d’Italia, Gran Loggia d’Italia, Gran Loggia regolare d’Italia, Serenissima Gran Loggia regolare d’Italia) ci sono proprio tutti. In totale oltre 17 mila iscritti e più di qualche zona d’ombra. Lo certifica la Commissione antimafia. Che, con l’aiuto della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, ha rilevato al loro interno 193 ‘fratelli’ con “evidenze giudiziarie per fatti di mafia.

E ricordarsi, infine, che tutti i mafiosi che scorrazzano in giro per lo Stivale, infiltrati anche nelle Istituzioni, non hanno certamente mai votato a sinistra, avendo i loro protettori da tutt’altra parte dello scacchiere.Che rima con “stalliere”, per capirci.

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