“PERTINI – IL COMBATTENTE”. ARRIVA NELLE SALE IL RITRATTO DEL PRESIDENTE PIÙ AMATO

DI COSTANZA OGNIBENI


Ci mancava solo un film su Pertini!
Circondati da cortei e manifestazioni, invasi da reti televisive e frequenze radio che irrompono nelle nostre case con la voce del politico di turno che fa demagogia, assediati da piazze che straripano di promesse, giornali, riviste e poi anche social network, guardiamo con angoscia a quel 4 Marzo che avanza inarrestabile insieme ai leciti dubbi di un popolo stanco e disorientato.
Come se l’aria che respiravamo non fosse già abbastanza contaminata!
Come se la sala, con le sue comode poltrone e il suo schermo gigante che ci consente di staccare la spina con il resto del mondo per 90 minuti o poco più, non potesse più essere, nemmeno lei, il nostro luogo di rifugio. È stufo, il popolo italiano, stufo e disorientato, ma così stufo che gli autori Graziano Diana e Giancarlo de Cataldo, per risvegliare quel tanto di coscienza civile che ci consenta di farci almeno un paio di domande sul nostro passato, hanno dovuto inventarsi un Pertini in veste pop. Un po’ come Papa Francesco, che quando la gente si era stufata di questi reazionari che poi si erano scoperti in buona parte anche pedofili, si è presentato alle masse come il Papa pop. Che riavvicina la gente, che si rivolge a tutti e che, per primo, critica i lati più oscuri della stessa istituzione che gli ha conferito il titolo.
Ed è con lo stesso spirito – si perdoni il gioco di parole – che “Pertini – il combattente” irromperà nelle sale a metà Marzo, presentandosi con una locandina che, nelle tinte della bandiera italiana, già ne mostra l’intento, con un disegno dell’allora presidente della Repubblica in primo piano con tanto di pipa, e delle lettere dal carattere simpatico che ne vanno a comporre il titolo. Sembrerebbero quelle di uno spot per bambini! Si usano caratteri più seri, solitamente, per comporre il titolo di un documentario, per non parlare di un documentario politico: font ordinate, spesso poco colorate, messe in fila una dietro l’altra, dritte e con il solo scopo di facilitarne la leggibilità. Sembrano muoversi, invece, le colorate lettere della locandina di “Pertini il combattente”, così come colorato e dinamico si presenta il suo documentario. Nulla a che vedere con il film per la Tv “Ci sarà un giorno (il giovane Pertini)” realizzato nel 1993, ma diffuso solo nel 2010 a causa di un iniziale ostracismo della moglie, che vedeva un Maurizio Crozza agli albori della sua carriera nei panni del giovane politico non ancora presidente, che sin dai primi anni di militanza si era opposto con tutte le sue forze al regime fascista. Quello era un film biografico, peraltro così romanzato, da assumere, a tratti, l’aspetto di una soap opera. Qui avremo a che fare con Pertini, quello vero, il cui ritratto è stato ricostruito attraverso filmati d’archivio, come quello dell’episodio di Vermicino davanti al piccolo Alfredo Rampi, o quello della partita a carte in aereo con Bearzot, supportati dall’uso della graphic novel e alternati alle testimonianze di Berlinguer, Venditti, Napolitano, Scalfari, De Masi, Bonino e molti altri. Una ricostruzione a tutti gli effetti, alternata alle conversazioni degli autori con un gruppo di giovani, rappresentativi della generazione di oggi, sugli strumenti messi a disposizione da parte delle istituzioni nell’aiuto della costruzione di una memoria collettiva.