BENVENUTI NEL “QUI ED ORA”

DI TINA CAMARDELLI

 

Essere nel presente vuol dire togliere potere al passato e al futuro.
Immaginate che la Terra sia priva di vita umana, abitata solo da piante e animali. Avrebbe senso il tempo? il passato e il futuro avrebbero un ruolo?. Le piante e gli animali si chiederebbero che giorno è oggi? o che ore sono?. Se ponessimo queste domande ad un gatto o a un tulipano, rimarrebbero sconcertati e forse ci risponderebbero : “siamo nell’Adesso è l’ora del Presente”.
I bambini pensano al passato e al futuro?. No! vivono esclusivamente il presente e sono felici. Ma poi accade qualcosa e tutti quei meravigliosi bambini felici e innocenti, con un fardello troppo pesante sulle spalle, carico di ansie, paure, stress e disperazione lasciano il presente e si avventurano nell’inesistente futuro e nel tormentato passato.
Il passato è semplicemente un pallido riflesso, non è tangibile, né si può modificare, cancellare o riportare al presente. Il futuro è semplicemente un’incerta proiezione: una fantasia, un’allucinazione, un’insoddisfazione.
Il presente è a disposizione, reale, vivo, pieno di energia, di creatività è qui ed ora.
L’unico luogo dove il passato può essere guarito è qui. L’unico luogo dove l futuro può essere cambiato è ora. (S.Brizzi)
Il segreto della felicità è nel qui ed ora. Qualunque cosa fai non permettere al passato di distrarre la mente e non permettere al futuro di disturbarti. Perché il passato non esiste più e il futuro non esiste ancora (Osho) .L’infelicità umana è tutta qui.
Qui ed ora è un concetto spirituale molto antico. Se facciamo un excursus storico già nel I sec. a.C. Orazio con il suo Carpe Diem, cogli l’attimo, sottolineava l’importanza del presente. Il più grande uomo mai esistito diceva: non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso (dal Vangelo secondo Matteo 6,24-34). Ancora Eckhart Tolle uno dei più importanti teologi e filosofi del Medioevo Cristiano affermava: Il tempo è ciò che impedisce alla luce di raggiungerci, non vi è verso Dio ostacolo maggiore del tempo. Osho maestro spirituale indiano scriveva: se il reale è possibile e disponibile, perché continuare a sognare?.
Lottiamo come dei pazzi per realizzare i nostri sogni, per raggiungere traguardi sempre più alti e ci illudiamo che una volta arrivati, potremmo avere accesso alla felicità, ma così non è. Otteniamo il tanto agognato risultato, tocchiamo il cielo con un dito. Quando i riflettori si spengono e ritorniamo alla routine noiosa, un nuovo desiderio riaffiora e il circolo vizioso ricomincia inarrestabile. Legare la felicità ad un evento esteriore, vuol dire essere schiavi degli accadimenti, quindi della mente.
La mente pur essendo lo strumento più sofisticato di cui disponiamo, spesso è la causa della nostra infelicità. E’importante comprendere che noi non siamo la nostra mente, ma che la mente è solo un mezzo geniale al nostro servizio e se non viene domata può sopraffarci e travolgerci. Per uscire da questa dipendenza è necessario avere un buon senso del controllo della nostra struttura mentale, altrimenti sarà lei a portarci a spasso nei luoghi e nei modi che più le aggradano. Ricordiamoci che la mente è legata al tempo, se le si toglie il tempo, la mente si ferma.
I nostri nemici sono l’ego e la paura.
Fino a che ci identifichiamo con la mente, l’ego gestirà la nostra vita. L’ego spesso è insicuro, vulnerabile, si vede costantemente sotto minaccia e ha paura. Paura della perdita, del fallimento, della sofferenza, dell’annullamento e della morte. Per l’ego, la morte è sempre in agguato e influenza ogni aspetto della nostra vita.
Ma come vivere nel qui ed ora?
Basta fermarsi! Mentre tutti vanno veloci, noi rallentiamo, iniziamo a ritagliarci dieci minuti al giorno. Seduti, schiena eretta, mani sulle ginocchia, la mente ferma, le emozioni assenti, sentire il corpo. L’attenzione è solo rivolta al corpo. La mente è sempre altrove, ma il corpo è qui e ora. All’inizio il fisico non essendo abituato, non vorrà stare fermo in quella posizione. Ci suggerirà scuse di tutti i tipi: dolori vari, impegni immaginari, appuntamenti che non si possono rimandare, ma tutto è rimandabile. Quei dieci minuti di meditazione devono diventare la nostra “zona”, l’unica zona del nostro Universo dove non esistono gerarchie, fama, soldi, raccomandazioni. Il Sacro non si può comprare, ma se non lasci le zavorre, in questa zona non si entra.
Grazie all’esercizio costante, ci ricorderemo di farlo anche quando guidiamo, parliamo, mangiamo o camminiamo. Ogni attività può essere usata come esercizio, perchè ogni momento di presenza è una conquista. Ad esempio, in riva al mare, ascoltiamo il rumore dei passi, l’infrangersi delle onde sugli scogli, la sensazione del vento fra i capelli, il profumo del mare, il calore del sole sulla pelle, il garrito dei gabbiani. Tutto questo è lo stato naturale dell’essere: nessuna preoccupazione, niente pensieri.
La meditazione, le passeggiate, il silenzio sono i primi rudimenti per iniziare questo viaggio nel qui ed ora.
Gli effetti collaterali che potremmo sperimentare sono innumerevoli: felicità incondizionata, pace interiore, più autostima, miglioramento del benessere emotivo, dello stato di salute, delle relazioni interpersonali, potere interiore, superamento delle paure. La lista potrebbe essere molto lunga, ma non ci serve saperlo con la mente, l’importante è riuscire a sperimentarlo.