COMMENTO AL CAMPIONATO: LA NEVE FERMA LA JUVE, IL NAPOLI VOLA A +4

Di VANNI PUZZOLO

 

Per gli azzurri decima vittoria consecutiva fuori casa.

Questa volta non abbiamo assistito al solito sorpasso e contro-sorpasso fra Juventus e Napoli, ma solo perché l’abbondante nevicata caduta ieri su Torino ha “ consigliato” ad Allegri e Gasperini di soprassedere e di rivedersi fra tre giorni quando sì rincontreranno per la partita di ritorno della semifinale di Coppa Italia.

Un Napoli devastante ne approfitta suonando un Cagliari che pur era partito bene ma che alla fine ha dovuto inchinarsi alla “ manita” degli uomini di Sarri, un 5-0 che la dice lunga sull’autorevolezza degli azzurri che vanno a segno con tutti i tenori.
La Juventus ha preferito riposare e non mettere a rischio l’incolumità dei suoi calciatori, già alle prese con tanti infortunati, il rischio di giocare in un campo così ghiacciato era notevole ed ha prevalso il buon senso, anche se, a nostro avviso , il turn-over esagerato operato da Gasperini, che aveva cambiato i 10/11 dei titolari, schierando tre esordienti, non era proprio di buon senso e avrebbe sicuramente scaturito molte polemiche.
Il rinvio deciso da Mariani in data da destinarsi ha quindi accontentato tutti, zittito sul nascere le polemiche, e, forse, infastidito solo gli eroi tifosi che avevano sfidato Burian.

L’Inter si sbarazza del Benevento non con poche fatiche, giocano meglio i campani, ma le due testate di Skriniar-Ranocchia ( e le amnesie di Pairetto) danno i tre punti e un po’ di ossigeno agli uomini di Spalletti che però ora sono attesi da due prove verità: derby e la capolista Napoli, chissà se il rientro di Icardi basterà a sbloccare una squadra che sembra sempre più depressa.

La Lazio si riprende, invece, in maniera autoritaria e autorevole il suo terzo posto vincendo in scioltezza a Sassuolo con una squadra sempre più in crisi.
Un enorme Milinkovic ( autentico gioiello appetito da mezza Europa) e il solito Immobile, sempre più capocannoniere solitario e in lizza per la scarpa d’oro, gli autori dei gol.

La sorpresa viene da Roma dove il Milan di Gattuso fa saltare il banco.
La Roma perde partita e quarto posto ed ora è fuori dalla Champions e in piena crisi di identità.
Di Francesco in campionato era reduce da tre vittorie consecutive, ma da un secondo tempo in Champions inspiegabile che gli era costata la sconfitta contro gli ucraini dello Shaktar pur essendo andato in vantaggio con il
solito Under.
Anche con il Milan dopo un primo tempo buono, la squadra si è persa incassando due gol da un Milan che non gli concede nemmeno una palla gol.
Le scelte di Di Francesco però non hanno convinto , la rinuncia a Dzeko non è spiegabile, e Schick non ha ancora il carisma per sostenere da solo, l’attacco di una grande squadra.

Nel parlare della crisi della Roma, giusto però dare i meriti alla squadra di Gattuso, che ha letteralmente stravolto la squadra dandole un’identità, tirando fuori il vero dna del milanista, con il lavoro, il sacrificio e la dedizione alla causa.

Calcio semplice, corsa, ordine tattico, difesa bloccata e ripartenze micidiali, questo il calcio di Gattuso che sarà anche “ pane e salame”ma per ora risulta terribilmente efficace e l’idea è che ogni giocatore darebbe la vita per il suo allenatore.
Con un Cutrone che assomiglia sempre più a Pippo Inzaghi, poche palle giocate, ma micidiale dentro l’area piccola.
Il Milan ha vinto 6 partite su 7, ha fatto nel ritorno meno punti solo della Juve, e ha preso, sempre nel ritorno, solo 3 gol, sono numeri che la dicono lunga sullo stato di forma dei rossoneri.
La zona Champions ora è vicina, l’Inter a 7 punti e domenica sera c’è il derby, sì proprio la stracittadina dove tutto è cominciato : il 27 dicembre scorso infatti il Milan era reduce dal devastante 0-2 in casa con l’Atalanta e il mercoledì giocava il quarto di Coppa Italia con l’Inter, una sconfitta probabilmente avrebbe segnato la fine della gestione Gattuso, e invece un gol ai supplementari di Cutrone salvò la panchina e da lì iniziò la grande rimonta.

Per il resto in zona Europa League la Sampdoria si sbarazza dell’udinese e la Fiorentina del Chievo.

Da notare la strana involuzione degli allenatori subentrati: subito risultati e vittorie, poi un percorso di diverse sconfitte: è stato così per Iachini, Oddo, Zenga, ora sembra tocchi a Mazzarri , l’unico che mantiene un trend positivo, per ora è Ballardini che a Genoa, seppur sconfitto sabato a Bologna, sta ottenendo buoni risultati.

Si infiamma la lotta per non retrocedere, la vittoria del Verona sul Torino e della Spal a Crotone mettono in crisi Sassuolo e Chievo che non devono più scherzare, mentre per il Benevento rimangono gli applausi per il bel gioco fatto vedere da De Zerbi ma le possibilità di salvezza sono pari a zero.
In settimana le due semifinali di ritorno della Coppa Italia e poi un week and al fulmicotone con Lazio-Juve, Milan-Inter e Napoli-Roma, e che fuori nevichi pure.