VI RICORDATE I DISASTRI DELLA NEVE A ROMA NEL 2012?

DI LUCIO GIORDANO

Diciamolo subito: Virginia Raggi è simpatica come un gatto aggrappato ai genitali. Quanto alle sue capacità di sindaco, ci sono obiettivamente  molte perplessità. Però che sulla nevicata di ieri abbia delle colpe, beh, sembra davvero eccessivo. Certo, siamo in campagna elettorale e sembra esser tutto lecito. Ma i fastidiosi titoloni di alcuni quotidiani italiani verso il primo cittadino della Capitale hanno il sapore dell’attacco pretestuoso, preordinato. Addirittura i ritardi dei treni: colpa della Raggi, quando i responsabili  dovrebbero essere i vertici di Trenitalia. Era in Messico, il sindaco di Roma, al convegno «Women for climate». Un impegno preso da settimane, quando ancora il Burian era un’ipotesi molto lontana. Ma nel clima da emergenza, relativa, bene ha fatto a prendere il primo volo per tornare in Campidoglio il prima possibile.

La città comunque ha retto bene i 30 centimetri di coltre bianca, caduti in poche ore. E la giunta capitolina è stata lungimirante  ad emettere l’ordinanza per la chiusura delle scuole, sia ieri che oggi. Solo poche ore prima invece tutti a prendere in giro la Raggi per la decisione presa: ” Per una spolverata di neve”. Che tanto spolverata non è, perchè  interi quartieri sono ancora imbiancati. Il traffico, a dispetto di tutto,  ha però ripreso a circolare  regolarmente già nel primo pomeriggio di ieri, quasi ovunque. Ma a  molti giornali e tv  non è parso vero attaccare a pochi giorni dalle elezioni la giunta 5 stelle, attaccabile per ben altri motivi.  Fregandosi le mani hanno stigmatizzato le inefficienze, che se non sono pura invenzione, poco ci manca.

Non ricordo al contrario tanto accanimento mediatico verso il sindaco  Alemanno quando, per una nevicata delle stesse dimensioni, Roma nel 2012  si paralizzò letteralmente. Sette ore per compiere 3-4 chilometri, spazzaneve non pervenuti, disagi per giorni e giorni. Di quei giorni del febbraio di sei anni fa si ricordano , di ‘mediaticamente’ negativo, solo le prese in giro sui social di Alemanno con la vanga in mano. Per il resto, polemiche sì, ma al silenziatore. Due pesi e due misure, insomma. Che in genere sono una delle cose più irritanti al mondo.

Ovvio, bisognerebbe tornare indietro al 1985, quando ci fu l’ultima intensa nevicata nella Capitale, per capire bene dell’adeguatezza o meno di una Raggi o di un Alemanno. Quasi un metro di neve, fiocchi bianchi per giorni, in quel freddo inverno di 32 anni fa. La giunta comunale dell’epoca organizzò tutto senza intoppi, nonostante la criticità da vera e propria emergenza. Per la cronaca: primo cittadino  era Ugo Vetere. Badate bene: stiamo parlando di altri sindaci, di  altri uomini. Soprattutto di gente preparata e capace.

Capacità e preparazione. Quello che in Italia manca alla classe dirigente di oggi.  Tutta: nessuna esclusa.